De Magistris: firma direttiva per i richiedenti asilo

De Magistris: firma direttiva i richiedenti asilo

Il sindaco De Magistris ha firmato una nuova direttiva sui migranti. Con questa si dà disposizione agli uffici dell’anagrafe comunale l’inserimento anagrafico dei migranti «presenti sul territorio cittadino ed in possesso del permesso di soggiorno temporaneo per richiedenti asilo.»


«L’attuale legge 132/2018 all’art. 13 primo comma» vieta l’iscrizione anagrafica dei migranti in possesso di tali requisiti e posti fuori dai circuiti dell’accoglienza.
L’Assessore ai diritti di cittadinanza e l’Assessore all’Anagrafe ritengono la legge lesiva di dignità e diritti delle persone; risulta poi rischiosa per gli enti locali che tentano di promuovere politiche di inclusione sociale e di lotta alla povertà.

Da quando si è diffusa la costituzione dei CAS come circuiti di accoglienza, hanno constatato l’inefficienza di tale sistema che ha causato numerosi fuoriusciti. Di questi solo alcuni sono stati assorbiti dagli SPRAR mentre altri sono finiti per le strade.

L’inserimento anagrafico consentiva di poter inserire tali migranti nei circuiti d’accoglienza e di orientarli ai servizi di base. Con il ridimensionamento del circuito SPRAR e il divieto di inserire i migrati a livello anagrafico, aumenteranno gli esclusi, emarginati, abbandonati.

Così facendo rischia di aumentare anche il conflitto sociale con la  popolazione locale.

Inoltre «renderà praticamente impossibile, per le Commissioni territoriali, rintracciare i richiedenti asilo sui territori per comunicare le date delle audizioni o i loro esiti.»

«Il Comune di Napoli, anche al fine di valutare e tarare le proprie politiche di contrasto alla povertà estrema, attraverso la direttiva del Sindaco de Magistris, dà mandato all’Ufficio Anagrafe di non privare i cittadini stranieri richiedenti asilo posti al di fuori dei circuiti di accoglienza della possibilità di essere inseriti nell’elenco della popolazione temporanea previsto dall’art. 32 del d.p.r. 223/1989, quale minima misura di tutela dei diritti fondamentali ad essi facenti capo, indicando anche, come indirizzo di prossimità, la sede del Servizio comunale centrale di Contrasto alle Nuove Povertà per poter consentire di ricevere e inviare comunicazioni alle commissioni territoriali”, concludono le assessore Marmorale e Buonanno

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