Migranti e rifugiati riportati nei centri di detenzione libici

Migranti e rifugiati riportati nei centri di detenzione libici

Le èquipe di Medici Senza Frontiere in Libia hanno osservato un forte aumento di persone nei centri di detenzione di Misurata e Khoms. Si tratta di rifugiati, migranti e richiedenti asilo recuperati in mari e riportati in Libia violando il diritto internazionale.

In pochi giorni sono sbarcate circa 250 persone a Misurata e Khoms, non si sa con certezza il numero di annegati. Molti hanno avuto bisogno di assistenza medica; molte le donne, anche incinte. Tutti trasferiti nei centri di detenzione, inclusi neonati e bambini. Questi centri risultano sovraffollati, le condizioni all’interno sono drammatiche e l’accesso a cibo ed acqua pulita è scarso. Il cibo è insufficiente e non risponde ai bisogni nutrizionali di persone anche in critiche condizioni mediche. Molti sono i casi di malnutrizione, ipotermia e diarrea. Questo perché la maggior parte delle strutture non ha sistemi adeguati di isolamento contro il freddo.

Oltretutto bisogna considerare che la maggior parte delle persone sono state riportate nel Paese da cui cercavano di fuggire. 228 i rifugiati, migranti e richiedenti asilo detenuti nel centro di Qasr Bin Gashir, sulla linea del fronte nella zona di conflitto.

«La Libia non è un posto sicuro. Non lo è. Non è un luogo dove riportare rifugiati e migranti, i livelli di violenza a cui sono esposti nel paese sono ben documentati.»

laRepubblica.it