Sprar, Cara e Cas: la distribuzione di 135 mila migranti

Sprar, Cara e Cas: la distribuzione di 135 mila migranti

A inizio 2018 i richiedenti asilo e rifugiati accolti nelle varie strutture italiane erano 138mila. Dopo un anno sono diminuiti a 136 mila ripartiti soprattutto tra Lombardia, Lazio e Campania.

L’accoglienza è suddivisa in tre fasi con specifiche strutture: hotspot, Cara e Centri di permanenza per il rimpatrio.

Gli hotspot sono luoghi di sbarco attrezzati ed attivati per aderire agli impegni assunti con la Commissione europea. Qui si hanno le operazioni di soccorso, di prima assistenza sanitaria, pre-identificazione, informazione sulle procedure dell’asilo etc.

Lo Sprar è gestito dagli enti locali e finanziato dal Viminale che usa le risorse del Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’asilo. I circa mille centri Sprar sono adibiti alla seconda accoglienza per il raggiungimento di un’autonomia individuale e una reale integrazione dei richiedenti asilo.

I Cas sono gestiti dalle prefetture e dovevano essere un’eccezione. Superano la capienza dei centri Sprar anche se avrebbe dovuto essere il contrario.

Ad aprile 2018 nei Cas era concentrato l’80% dei richiedenti asilo. i Cas accolgono chi arriva via mare e funzionano nell’ipotesi in cui non ci siano abbastanza posti liberi nei centri di prima e seconda accoglienza.

I Cara sono rivolti all’accoglienza dei richiedenti asilo per il periodo necessario alla loro identificazione e all’esame della domanda d’asilo da parte della Commissione Territoriale.

Cara e Cas offrono servizi essenziali come pulizia, vitto e  altri beni di prima necessità, mediazione linguistica e culturale. Ai migranti spetta solo un pocket money di €2,50 al giorno.

« Nella relazione finale sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo, datata dicembre 2017 e redatta dalla commissione parlamentare di inchiesta della precedente legislatura, emerge una situazione di monopolio, poca trasparenza e troppi affidamenti senza gara. E anche dal territorio arrivano spesso segnalazioni di strutture inadeguate e di controlli insufficienti sulla qualità dei servizi erogati.»

ilSole24Ore