Reddito di cittadinanza incostituzionale e trattamento diseguale a italiani e stranieri

Reddito di cittadinanza incostituzionale e trattamento diseguale a italiani e stranieri

Il reddito di cittadinanza è stato messo sotto processo dall’associazione di giuristi esperti d’immigrazione, ASGI. Il reddito di cittadinanza viola la Costituzione italiana e implica un trattamento non uguale a italiani e stranieri andando contro coesione e giustizia sociale.

Alberto Guariso del servizio Antidiscriminazione dell’Asgi analizza dettagliatamente il reddito e ribadisce il contrasto con la Costituzione e con il diritto UE di molte norme che sono state inserite proprio per limitare l’accesso degli stranieri alla prestazione.

Dal reddito di cittadinanza chi subisce maggiormente l’esclusione sono i titolari del permesso unico di lavoro, ovvero coloro che versano nelle più difficili condizioni economiche. Inoltre il prerequisito dei dieci anni di residenza (per accedere alla prestazione) contrasta con la giurisprudenza della Corte di giustizia europea, con quella della Corte costituzionale e con l’art. 45 del TFUE.

Così facendo sarà escluso dalla prestazione un altissimo numero di stranieri andando contro il reddito di cittadinanza stesso che, a parole, si porrebbe l’obiettivo di eliminare la povertà. Le norme varate sono quindi esposte ad una probabile bocciatura della Corte Costituzionale o della Corte di giustizia dell’Unione europea con la “conseguente lesione dei principi di buon funzionamento della amministrazione e di certezza del diritto.”

“La giurisprudenza costituzionale ha ripetutamente affermato che «in tema di prestazioni volte a rispondere a bisogni essenziali, necessarie a garantire la sopravvivenza stessa della persona in condizioni di vita dignitose, nessuna limitazione è ammissibile, né in base alla durata della residenza, né in base al titolo di soggiorno o ad altri requisiti, trattandosi di prestazioni che, in una società democratica, debbono essere fornite con carattere di universalità a tutti i soggetti portatori di quello specifico bisogno alla cui soddisfazione la prestazione è rivolta (sentenze 187/2010; 329/2011; 40/2013)».”

Asgi chiede che in sede di conversione del decreto siano cancellate le limitazione e che sia garantito un eguale trattamento a italiani e stranieri coerentemente coi principi costituzionali e con l’obiettivo di coesione e giustizia sociale.

 

la.Repubblica.it