Discriminazioni del Comune di Torino nei confronti di tre donne egiziane

Discriminazioni del Comune di Torino nei confronti di tre donne egiziane

Il tribunale di Torino ha giudicato discriminatorio il comportamento del Comune di Torino. Questa sentenza è giunta valutando il ricorso di tre donne egiziane a cui Inps e Comune hanno negato l’assegno di maternità nel 2015 e nel 2016.

“Quando siamo andate al Caf a presentare la domanda per l’assegno ci è stato risposto che non potevano accettarla perché, secondo loro, la somma di sostegno è riservata a chi ha un permesso di soggiorno di lungo periodo”.

La battaglia delle tre donne è stata portata in tribunale dall’Asgi; adesso il Comune deve erogare l’assegno.

Infatti per la legge europea “i lavoratori di paesi terzi beneficiano dello stesso trattamento riservati ai cittadini dello stato membro” e “l’assegno di maternità rientra in quelle prestazioni di sicurezza sociale che si possono considerare una prestazione famigliare”. I criteri per l’erogazione devono essere oggettivi e non soggettivi. Tra quelli oggettivi stabiliti dall’UE ci sono: la nascita di un figlio ed il mancato superamento del limite di reddito stabilito per legge.

 “L’articolo della legge italiana che concede l’assegno alle donne straniere extracomunitarie solo a condizione che siano in possesso di una carta di soggiorno è in contrasto con il testo europeo”, scrivono i giudici torinesi interpellando il legislatore a rivedere la norma nazionale.