Triplicate le violenze razziste in Italia, è allarme

Triplicate le violenze razziste in Italia, è allarme

Sacko Soumaila, proveniente dal Mali era un sindacalista di base ed un bracciante che lavorava in regola per 3 euro l’ora nei campi della Calabria. Il 3 giugno del 2018 è stato ucciso. Preso a fucilate mentre rovistava tra lamiere abbandonate.

A breve distanza, il 12 giungo, un giovane algerino è stato accoltellato da tre giovani dopo che aveva protestato per colpa di un’auto che non si era fermata alle strisce pedonali.

Lo stesso giorno c’è stata un’irruzione da parte di due uomini che sono entrati con i coltelli presso il centro di accoglienza di Sulmona ed hanno ferito un richiedente asilo.

Questi purtroppo sono solo alcuni dei casi di crimini e violenza razzista e xenofoba in italia.

Da un monitoraggio condotto dall’associazione Luminaria, il fenomeno relativo a violenze fisiche per mano razzista è in netto aumento. Dal 2016 al 2018 siamo passati da 27 a 126. In questi numeri non sono inclusi i casi di discriminazioni, offese e quant’altro.

I dati dell’Osce sono relativi ai casi denunciati alle forze dell’ordine; anche da questi emerge una crescita forte. Nel 2017 ci sono state 1048 denunce per crimini d’odio. La maggior parte di queste sono relative al razzismo, ovvero 828.

L’aumento di discriminazione etnico-razziali sono documentate pure dalla relazione dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali.

In tutto ciò è importante considerare l’atteggiamento degli italiani in relazione a questo fenomeno preoccupante. Dall’ultima indagine dell’Eurobarometro più di un italiano su due vede gli immigrati come un problema.

Il sociologo Marzio Barbagli sostiene che il vero problema alla base sia la xenofobia.

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