Piazza Indipendenza, violenza su donne e bambini

Repubblica.it racconta le dimostrazioni e la situazione di tensione alla luce dello sgombero del palazzo in via Curtatone a Roma; ex sede di Federconsorzi e Ispra risultava abusivamente occupato dall’ottobre del 2013. Molti dei rifugiati che occupavano l’immobile si sono radunati in piazza Indipendenza in segno di protesta.

“L’uso della violenza su donne e bambini è una vergogna per Roma. Una situazione dolorosa che doveva e poteva essere evitata. Ci sono gravi responsabilità di chi in questi giorni ha gestito la situazione, esasperando una situazione nota da tempo, e di istituzioni sempre più sorde al rispetto dei principi umanitari, incapaci di indicare risposte e soluzioni”. (…)

“Bambini portati in questura, allucinante”. “L’immagine simbolo è quella della donna colpita con l’idrante e costretta schiacciata a terra – spiega Giovanni Visone di Interos – e il nostro pensiero va chiaramente alle famiglie che abbiamo assistito in questi mesi, costruendo percorsi di integrazione e inclusione sociale, e in particolare a tutti i bambini che frequentano regolarmente le scuole della zona e che ora non sanno quale futuro li attenda. Non sono stati coinvolti negli scontri ma è comunque allucinante che siano stati portati in questura”.

“Aggredite persone inermi”. Il futuro degli oltre 800 rifugiati sgomberati dal palazzo dell’ex Ispra preoccupa i volontari che li assistono in strada.(…)

“Sparare con gli idranti in faccia a donne inermi – racconta Sonia Manzi di Baobab Experience – donne che potevano essere spostate tranquillamente con una mano, è stato veramente troppo. Tutto questo lo stanno giustificando col lancio di una bombola dal primo piano: io c’ero e posso dire che sì, la bombola è stata lanciata, ma è stato un gesto dettato dalla disperazione, puramente dimostrativo, non volevano colpire nessuno. La polizia dice che la violenza è iniziata da lì ma in realtà gli scontri erano cominciati molto prima”.

“Sono rifugiati, non migranti appena arrivati”. “Altra cosa che viene detta e ripetuta – continua Manzi – è che i rifugiati hanno rifiutato un’offerta di accoglienza ma è falso anche questo. Sono state proposte abitazioni a Rieti per alcuni mesi e solo per 80 persone, abitazioni offerte dalla società proprietaria dell’immobile in piazza Indipendenza. Ma questo significa smembramento delle famiglie e nessuna garanzia. Queste persone hanno lo status di rifugiato, non possono essere trattate come migranti appena arrivati sul territorio. Il clima non è sereno, questo atteggiamento delle forze dell’ordine certo non aiuta. Ieri una sessantina di eritrei che hanno resistito hanno dormito da noi al Baobab, e parliamo di donne di 60, 65 anni”.

Tredici feriti soccorsi da Msf. Lo sgombero attuato dalla polizia ha provocato anche molti feriti: l’équipe di Msf ha trattato in poche ore 13 casi, la maggior parte donne: “Abbiamo chiamato le ambulanze per cinque persone ferite. Alcuni avevano fratture e lacerazioni”, spiega Francesco Di Donna, coordinatore medico di Msf, presente in Piazza Indipendenza. (…) 

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