Episodio di razzismo sul bus a Venezia

Oggi non conta più se sei in regola e hai il biglietto o l’abbonamento per viaggiare. Sui bus di Venezia se sei nero e sali sull’autobus dalla porta sbagliata magari, vieni insultato. E’ accaduto ad un ragazzo di 25 anni il quale nonostante l’offesa subita non ha denunciato il fatto. La denuncia invece sui social e sul sito dell’azienda di trasporti AVM è stata effettuato da una ragazza testimone dell’accaduto.

Riportiamo alcune parti dell’articolo di www.veneziatoday.it

Una brutta esperienza quella raccontata da Giulia, (…)  nel tragitto che riportava la studentessa diciannovenne a casa, dove vive coi genitori, da piazzale Roma.

Il mezzo pubblico era pieno come spesso accade nell’orario di pranzo, quando s’affollano studenti e lavoratori, e ai tanti passeggeri si aggiungono tre controllori Avm. L’autobus procede nel suo itinerario quando, secondo la descrizione dei fatti di Giulia, all’altezza del liceo Franchetti un giovane extracomunitario, non avrebbe avuto più di 25 anni, prova a salire dalla porta centrale, essendo quella anteriore completamente stipata.

Diverse persone avrebbero tentato di aggirare l’ingresso regolare per evitare la calca, ma i controllori avrebbero iniziato a rimproverare solo il ragazzo, fino a quando dal rimprovero sarebbero passati alle prese in giro, fino alle offese.

Al venticinquenne sarebbe stato intimato di scendere e risalire dalla porta anteriore, ma – pur avendolo visto rientrare dove indicato – i controllori avrebbero continuato con gli insulti e gli sfottò anche per quanto riguarda l’abbonamento. Il ragazzo sarebbe stato in regola e avrebbe consegnato la sua carta Venezia Unica ma, ciononostante, i controllori avrebbero comunque preteso le sue generalità.

Ma la situazione, se possibile, sarebbe precipitata ulteriormente: a quel punto, sotto lo sguardo di Giulia, anche alcuni passeggeri avrebbero dato man forte ai controllori, il ragazzo, circondato da sfottò e urla di supporto ai dipendenti Avm, avrebbe cominciato a piangere per scendere poi di corsa non appena si sono aperte le porte.

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