Associazione Lunaria – on line “Cronache di ordinario razzismo. Quarto libro bianco sul razzismo in Italia”

L’associazione Lunaria ha pubblicato il 5 ottobre 2017, ‘Cronache di ordinario razzismo. Quarto libro bianco sul razzismo in Italia‘. L’analisi riguarda 1483 le discriminazioni e le violenze fisiche e verbali monitorate tra l’1 gennaio 2015 e il 31 maggio 2017; il rapporto è stato presentato alla Camera dei Deputati. 

Di seguito la presentazione della ricerca pubblicata dal sito di Lunaria.

“Ordinario, legittimato e persino ostentato: è il razzismo dell’era 4.0. La retorica della paura, la politica strumentale, le forme di razzismo istituzionale, l’informazione scorretta, le discriminazioni e le violenze razziste popolari trovano nella rete uno spazio di incontro e di reciproca contaminazione.

I discorsi stigmatizzanti e aggressivi incoraggiano atti e comportamenti discriminatori nella vita quotidiana, ma può accadere anche il contrario: le manifestazioni di intolleranza, di xenofobia e di razzismo sono “documentate” in video, esibite e rivendicate on line. Le due donne rom chiuse in una gabbia a Follonica nel febbraio scorso, le barricate costruite per impedire l’arrivo di 12 donne e 8 bambini richiedenti asilo a Gorino nell’ottobre 2016, l’aggressione compiuta contro un richiedente asilo ad Acqui Terme il mese scorso ne costituiscono solo alcuni esempi.

Il razzismo ha ucciso molte volte. (…) Emmanuel Chidi Namdi, richiedente asilo nigeriano di 36 anni, è morto il 5 luglio 2016 a Fermo perché ha “osato” ribellarsi di fronte a un insulto rivolto alla sua compagna. Yusupha Susso, 21 anni, studente di origine gambiana, insultato, picchiato e colpito da uno sparo alla testa a Palermo nelle strade di Ballarò da un gruppo di uomini il 2 aprile 2016, si è invece salvato. Aveva “osato” protestare contro due giovani in scooter che avevano rischiato di investirlo. La stampa mainstream si affrettò a liquidare l’aggressione razzista subita come una semplice “rissa”.

Il razzismo attraversa il mondo dell’informazione: talvolta in modo esplicito, più spesso omettendo le notizie scomode o lanciando campagne stigmatizzanti. Gli sbarchi di migranti nell’Italia meridionale, la crisi umanitaria in Grecia e lungo la cosiddetta Rotta Balcanica, le indagini giudiziarie sulla gestione dei centri di accoglienza, hanno prestato il fianco al rilancio di una criminalizzazione generalizzata e stigmatizzante dei migranti, dei profughi e dei cittadini stranieri di paesi terzi stabilmente residenti in Italia, con un particolare accanimento contro i cittadini di fede musulmana, in coincidenza con i numerosi attentati che hanno colpito purtroppo l’Europa.

Molti i casi ricordati nel rapporto: dalle prime pagine che hanno invitato a “cacciare l’Islam”, al lessico che ha sostituito la parola “clandestini” con quella apparentemente più neutra di “migranti”, alla distratta dimenticanza della morte di Faye Dame nell’Hotel di Rigopiano, poi rigorosamente ricordato come “incensurato”, alla riscoperta delle “percezioni” di insicurezza di un non meglio definito “senso comune”, al recupero delle più “tradizionali” stigmatizzazioni: immigrato=criminale=terrorista=untore=stupratore. (…)

Le responsabilità delle istituzioni e della politica
Alle radici del rigurgito di razzismo che, soprattutto dagli inizi del 2016 è tornato ad attraversare il nostro paese, vi è secondo Lunaria una precisa responsabilità della politica che, come già è avvenuto in passato, ha riesumato l’antica ricetta sicuritaria con politiche migratorie e sull’asilo sempre più restrittive: le due leggi Orlando-Minniti approvate lo scorso aprile, ma ancora prima la scelta di fermare l’operazione Mare Nostrum, e, dopo, la torsione della cooperazione internazionale alla volontà di impedire ai migranti di arrivare a tutti i costi.

A nuocere è anche la propaganda politica: quella dei partiti che cavalcano la rabbia popolare e quella istituzionale, che agita lo spettro della paura per giustificare la propria incapacità di fornire risposte credibili e di lungo respiro alla crisi economica, sociale e culturale che attraversa ancora l’Italia e l’Europa e che sacrifica a meri calcoli politici l’approvazione della riforma della legge sulla cittadinanza. (…)

Il Libro bianco è un lavoro collettivo svolto per Lunaria da Paola Andrisani, Sergio Bontempelli, Serena Chiodo, Anna Dotti, Giuseppe Faso, Grazia Naletto, Annamaria Rivera.

Per accedere alla pagina di Lunaria e scaricare “Cronache di ordinario razzismo. Quarto libro bianco sul razzismo in Italia”, clicca qui.