Caso di mala accoglienza a Modena per una madre nigeriana con bimbo minore

Caso di mala accoglienza a Modena per una madre nigeriana con bimbo minore

Un caso di violazione di diritti che ha coinvolto Precious, ragazza madre nigeriana giunta in Italia con suo marito, in cui diverse responsabilità ricadono al servizio di accoglienza e autorità locali.

“Dopo essere approdata a Taranto e poi smistata all’hub Mattei di Bologna, nell’estate del 2016 Precious e suo marito insieme al figlio neonato sono giunti a Modena e affidati in accoglienza alla cooperativa (…) Sin dall’iniziale inserimento presso l’ente gestore, anche la famiglia di Precious ha ricevuto da parte dell’ente un trattamento inadeguato ai prescritti standard di accoglienza e violativo dei diritti che la legge espressamente riconosce a chi presenta una domanda di protezione internazionale. In particolare, le violazioni da parte dell’ente gestore sono consistite nell’impedire la loro iscrizione anagrafica, con conseguente preclusione ad accedere ai Servizi Sociali del Comune e alle prestazioni sociali connesse alla residenza e all’inserimento del minore negli asili nido comunali, nel notevole ritardo ovvero nella mancata completa erogazione del “pocket money” e del “food money”, nell’inadempimento dell’obbligo formativo e nell’assenza di alcun percorso per l’inserimento lavorativo, nell’utilizzo di personale non qualificato a gestire condizioni di disagio e di particolare vulnerabilità.”

Ma le difficoltà non finiscono qui,

“(…)Anche ora che le convivenze anagrafiche sono state rese obbligatorie dalla legge n. 46 del 2017, la cooperativa va a rilento nella loro istituzione e nell’iscrizione degli ospiti, tanto che molti richiedenti asilo a Modena e provincia sono ancora senza residenza e carta d’identità. Anche Precious si trova in questa condizione: oltre a non essere tuttora in possesso del suo permesso di soggiorno in originale, né lei né suo figlio sono iscritti all’anagrafe! Inoltre, il caso di Precious è particolarmente rappresentativo anche per il trattamento ricevuto dalla cooperativa quando ella ha rivendicato i suoi diritti. A ottobre, già esasperata dalle condizioni sopra descritte, in un’occasione essa si è recata nell’ufficio del coordinatore del progetto di accoglienza dell’ente, per rivendicare i suoi diritti; è stata ancora una volta malamente messa a tacere (…) Come se non bastasse averla umiliata continuamente ed aver ripetutamente violato i suoi diritti, la cooperativa ha sporto denuncia contro di lei, per cui Precious dovrà affrontare due processi penali come imputata, e ha addirittura chiesto alla Prefettura di avviare nei suoi confronti un procedimento volto alla revoca delle misure di accoglienza, che significherebbe la messa in strada di lei e suo figli”

 

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