Il servizio civile come strumento di accoglienza e integrazione per rifugiati

Il servizio civile come strumento di accoglienza e integrazione per rifugiati

Con CESC Project, 75 giovani non comunitari sono impiegati in progetti di servizio civile che diventa, così, un vero strumento di integrazione

“(…)il Cesc Project ha organizzato nella giornata del 15 dicembre un momento di riflessione sulle attività a partire dalle testimonianze dei ragazzi titolari di protezione umanitaria o di protezione internazionale che dal 2013 possono partecipare al servizio civile nazionale in Italia. Sono ragazzi che arrivano dall’Africa, Nigeria in primis, e poi Guinea e Mali, ma anche Siria ed Egitto.

(…) Il presidente del CESC Project, Michelangelo Chiurchiù, all’apertura dei lavori ha indicato la legge sull’obiezione di coscienza al servizio militare come «elemento importante della nostra civiltà e della nostra cultura nella quale affonda le radici tanta parte del lavoro di solidarietà e integrazione» e ha specificato in merito alle attività del servizio civile che vedono impegnati i ragazzi all’estero e i titolari di protezione internazionale in Italia che «questo è il nostro modo di aiutarli a casa loro e di farci aiutare a casa nostra»”

 

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