Lampedusa: proteste e fiamme nell’Hotspot. Duro intervento della polizia. Il racconto di alcuni migranti

Lampedusa: proteste e fiamme nell’Hotspot. Duro intervento della polizia. Il racconto di alcuni migranti.

 “Il problema è iniziato quando un ragazzo, con l’ennesimo gesto autolesionista di protesta, ha mangiato una lametta e mentre soffriva e si lamentava, la polizia lo picchiava trattenendolo negli uffici del centro. Un migrante ha fatto un video e la polizia ha iniziato a cercarlo per cancellarlo, scatenando una sorta di caccia all’uomo

(…) In seguito a queste provocazioni, le persone sono andate all’ufficio dell’UNHCR per chiedere loro di parlare con il direttore, al fine di far allontanare il poliziotto violento. L’UNHCR ha provato a parlare con il direttore, ma non ci sono riusciti. A quel punto i ragazzi si sono riuniti e hanno deciso di andare a parlare di persona con il direttore per far allontanare il poliziotto e trovare una soluzione che li mettesse in sicurezza.

(…) Mentre questo gruppo parlava con la sicurezza, tre migranti sono rimasti indietro e hanno dato fuoco ad una stanza. Il gruppo all’ingresso vedeva il fuoco divampare da dietro, nelle ultime stanze della struttura. Si è creato panico diffuso e gli addetti alla sicurezza hanno tenuto i manganelli in mano, contribuendo a diffondere ancor più panico tra la gente che ha iniziato a correre da tutte le parti, mentre la polizia in assetto antisommossa, ha iniziato violente cariche.

Alcuni sono riusciti ad uscire dal cancello principale, altri sono usciti da un buco presente nella recinzione, e altri ancora sono rimasti bloccati e “schiacciati” all’ingresso, tra di loro c’erano famiglie e donne, con una bambina di 8 anni che ha subito una violenta aggressione da parte della polizia, a seguito della quale è stata condotta al pronto soccorso. In seguito la polizia ha rincorso le persone che fuggivano sino alle colline circostanti e ha iniziato a fotografarli (la polizia ha fotografato la gente che scappava sulla collina).

Nel corso della serata sono state portate all’ospedale due donne e una bambina, per le ferite riportate.”

 

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