Bergamo. Il sindaco sostiene lo sbilanciamento a favore di immigrati nell’assegnazione delle case popolari. Smentita della UI

Bergamo. Il sindaco sostiene lo sbilanciamento a favore di immigrati nell’assegnazione delle case popolari. Smentita della UI

Giorgio Gori a Bergamo parla di “troppi immigrati nelle case popolari” e quote per gli italiani. L’Unione Inquilini: “Affermazioni gravi e false: gli stranieri sono 117 su 1035 inquilini”

“Il sindacato Unione inquilini definisce “gravi perché basate su dati non veritieri” le affermazioni del sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, secondo cui esiste “un’eccessiva concentrazione di immigrati nelle case popolari che viene percepita dagli italiani come sottrazione di diritti e genera condizioni di ghetto”. “Il sindaco non conosce la situazione reale”, afferma in una nota la UI. “Secondo i dati dell’assessorato alla Casa, negli alloggi di proprietà del comune di Bergamo gli stranieri sono 117 su 1035 inquiliniSi tratta dell’11 per cento del totale”. 
Il sindacato cita invece i dati Istat che certificano, al 1 gennaio 2017, la presenza di 19388 stranieri residenti in città, il 16,1 per cento della popolazione. Una fotografia della città che tralascia gli stranieri residenti in provincia e le case sotto la gestione di Aler, l’ente di edilizia residenziale di Regione Lombardia.

“L’aspetto più grave delle dichiarazioni riguarda le proposte” afferma il segretario provinciale della UI, Fabio Cochis. “Infatti Gori parla di criteri da ripensare e quote. Forse il sindaco non è a conoscenza del fatto che il Consiglio Regionale della Lombardia ha varato a giugno 2016 il Testo di Riforma dell’edilizia popolare fortemente voluto dall’ex-presidente Roberto Maroni. È stato modificato il sistema di assegnazione delle case popolari, che verrà effettuato individuando a priori specifiche categorie di possibili abitanti e percentuali di assegnazioni fra anziani, famiglie di nuova formazione, famiglie monoparentali, appartenenti alle forze di polizia, disabili”.  

Fonte Redattore Sociale