Anniversario Leggi Razziali: “Dopo 80 anni indifferenza preoccupante”. Il convegno all’Università Cattolica di Milano

Anniversario Leggi Razziali: “Dopo 80 anni indifferenza preoccupante”. Il convegno all’Università Cattolica di Milano

Si è svolto presso l’Università Cattolica di Milano un Convegno di riflessione e dibattito a distanza degli 80 anni dall’emanazione delle Leggi razziali.

Di seguito riportiamo alcuni passi degli interventi dei principali ospiti, la senatrice a vita Liliana Segre, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e monsignor Delpini:

“«Come si fa a dimenticare? Io sono una delle poche superstiti ancora in vita». Liliana Segre, 87 anni, sopravvissuta ai campi di sterminio e oggi senatrice a vita, ha ricordato le conseguenze delle leggi razziali da parte del fascismo, nel convegno organizzato all’Università Cattolica per ricordare gli 80 anni dalla loro emanazione. «Quelle leggi firmate dal Re furono come un filo nero lunghissimo – ha commentato – iniziato con l’inchiostro delle firme e finito con le rotaie dell’arrivo ad Auschwitz». «Quando il presidente Mattarella mi ha nominato senatrice a vita, mi ha chiesto cos’era la prima cosa che mi veniva in mente con quella nomina – ha raccontato Segre -. Io ho risposto che sono quella stessa bambina, anche se oggi sono molto vecchia, a cui è stata chiusa la porta della scuola e, a distanza di 80 anni, quello stesso Stato mi ha aperto la porta del Senato»

«È importante parlare delle leggi razziali perché dobbiamo essere convinti che non esiste un razzismo moderato. Il razzismo è razzismo e quando si supera una certa soglia e ci si mette nella paura del diverso e dell’intolleranza si pongono le radici per un cambiamento sociale», ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala

«L’indifferenza è il terreno preoccupante che ancora oggi può generare cose aberranti». Lo ha sottolineato l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini (…)Di fronte all’emanazione delle leggi razziali il sentimento è quello «della vergogna e del senso dell’irreparabile – ha continuato – che sono un po’ paralizzanti. Ma noi siamo qui a parlarne in questo convegno perché la paralisi diventi riflessione e un principio di sapienza». «Dobbiamo chiedere scusa di quello che i nostri padri hanno fatto o hanno consentito che si facesse – ha concluso – e sentire la nostra responsabilità per il presente e il futuro»”.

 

Fonte Il Corriere della Sera