Milano in testa per lavoro e imprese di cittadini non comunitari

Milano in testa per lavoro e imprese di cittadini non comunitari

MILANO – Egitto, Filippine, Cina. Sono queste le provenienze maggiormente rappresentate tra le fila della popolazione non comunitaria che vive a Milano. Un esercito che non ha pari nel resto d’Italia: oltre 440mila persone secondo un rapporto pubblicato in settimana dal Ministero del Lavoro e dall’Anpal, l’Agenzia che si occupa delle politiche attive: significa quasi il 12% del totale nazionale. Se nella media italiana ci sono 5,6 extracomunitari ogni 100 residenti, sotto la Madonnina il rapporto sale a 11,6

(…)Quella in particolare di Milano è, a giudicare dai numeri aggiornati al primo gennaio 2017, una presenza laboriosa. A Milano si registra infatti la maggiore incidenza di cittadini non comunitari tra i titolari di imprese: il 24,9%, seguito da Firenze e Roma con il 20,9 e 19,5% rispettivamente. Roma, Milano e Napoli sono le città metropolitane con il maggior numero, in termini assoluti, di imprese individuali intestate ad extracomunitari: rispettivamente 36.110, 32.210 e 17.560.

La vivacità impenditoriale fa rima con una presenza nel mercato del lavoro ormai consolidata nel capoluogo lombardo. Oltre 200mila persone, il 12,5% degli occupati dell’area milanese, vengono da Paesi terzi all’Unione europea. “Tutti i principali indicatori del mercato del lavoro restituiscono il quadro di un’integrazione piuttosto positiva della popolazione straniera, in particolare di quella di cittadinanza non comunitaria nel mercato del lavoro milanese”, dice il Ministero. “Milano è infatti – tra le città metropolitane – quella che fa registrare il secondo più elevato tasso di occupazione (67,5% contro una media nazionale del 57,8%) e il secondo più basso tasso di disoccupazione (10,1% contro il 16%)”. Tanti lavorano, ma in pochi settori e con bassi livelli di qualificazione: il 45,2% svolge un lavoro manuale non qualificato. Di conseguenza, gli stipendi sono scarsi: solo il 19% vanta una busta paga sopra i 1.200 euro, contro il 34,2%. Nonostante siano poche le retribuzioni elevati, Milano – con 534,9 milioni di euro inviati nel 2016 – è la prima città metropolitana per rimesse. Filippine e Perù sono le principali destinazioni di questo fiume di denaro”.

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