Appello delle realtà altoatesine e trentine contro i CPR e per una regolarizzazione dei migranti

Appello delle realtà altoatesine e trentine contro i CPR e per una regolarizzazione dei migranti

SOS Bozen, Antenne Migranti e il Collettivo Mamadou chiedono di aderire a una lettera-appello contro l’apertura di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio in Trentino – Alto Adige/Südtirol e per la regolarizzazione dei migranti/profughi già presenti sul territorio italiano.

“Nelle ultime settimane, tramite comunicati, interviste ed articoli apparsi sui principali quotidiani locali, il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, e il sindaco di Bolzano, Renzo Caramaschi, hanno rilasciato dichiarazioni allarmistiche riguardo i richiedenti protezione internazionale che, nei prossimi mesi, forse riceveranno un diniego e si troveranno, conseguentemente, fuori dal circuito dell’accoglienza.

Dichiarazioni che hanno inoltre creato confusione attorno alla situazione delle persone richiedenti asilo che, nonostante abbiano quasi tutte diritto a ricevere – come da dettato di legge – accoglienza in un centro dedicato, di fatto devono dormire in strada o al Centro emergenza freddo (dove rappresentano anche il 58% delle presenze totali, come peraltro già fatto rilevare a gennaio), e che sono state erroneamente definite come “irregolari” che “non possiedono alcun titolo di assistenza.

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Nelle ultime settimane, tramite comunicati, interviste ed articoli apparsi sui principali quotidiani locali, il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, e il sindaco di Bolzano, Renzo Caramaschi, hanno rilasciato dichiarazioni allarmistiche riguardo i richiedenti protezione internazionale che, nei prossimi mesi, forse riceveranno un diniego e si troveranno, conseguentemente, fuori dal circuito dell’accoglienza.

Dichiarazioni che hanno inoltre creato confusione attorno alla situazione delle persone richiedenti asilo che, nonostante abbiano quasi tutte diritto a ricevere – come da dettato di legge – accoglienza in un centro dedicato, di fatto devono dormire in strada o al Centro emergenza freddo (dove rappresentano anche il 58% delle presenze totali, come peraltro già fatto rilevare a gennaio), e che sono state erroneamente definite come “irregolari” che “non possiedono alcun titolo di assistenza (…) 

Sosteniamo, perciò, l’emersione dal “soggiorno in nero” con un’interpretazione estensiva del diritto come proposto dall’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) con l’introduzione di “un meccanismo di regolarizzazione per ogni singolo cittadino straniero già presente in Italia che dimostri lo svolgimento di un’attività lavorativa o importanti legami familiari o affettivi”.

Allo stesso tempo sosterremo tutte quelle campagne finalizzate al riconoscimento della condizione di soggiornante come fonte del diritto di restare e di regolarizzare la propria posizione con il conseguimento del permesso di soggiorno, anche umanitario, come tra l’altro previsto all’art 5, comma 6 del Testo Unico Immigrazione”

 

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