Condanna di 8 mesi per un episodio di razzismo sui social network

Condanna di 8 mesi per un episodio di razzismo sui social network

Accade a Trieste, un uomo pubblica un post con commenti razzisti di natura etnica.

“Aver pubblicato su Facebook un post con commenti discriminatori di natura etnica è costato a un giovane triestino una condanna a otto mesi in primo grado, senza la concessione della condizionale (…)l’ha letto ieri in Tribunale il giudice Barbara Camerin. È prevalsa così, in questo caso, l’applicazione della legge Mancino, la numero 205 del 1993, che punisce chi <<diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico e quindi incita a commettere o commette lui stesso atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi>>.

L’avvocato difensore dell’accusato (…) ha chiesto la sospensione della pena. Ma il giudice non l’ha accolta poiché l’imputato ha già goduto della condizionale per aver commesso in precedenza un altro reato ed essere quindi stato già destinatario di una condanna sospesa. La sentenza definitiva arriverà nei successivi gradi e potrà confermare quella di ieri oppure ribaltarla completamente. Le motivazioni arriveranno fra 90 giorni. Per il momento suo legale non è stato in grado di rintracciarlo. Il condannato, infatti, risulta irreperibile. Sarà il giovane indagato a decidere se impugnare l’esito del processo entro i termini oppure se accogliere la pena come definitiva. Eppure condanne così non vengono emesse proprio ogni giorno.

Tuttavia proprio qualche giorno fa un 44enne di Portogruaro, non l’ha passata liscia proprio per aver commentato sui social la frase “che gli diano fuoco”. Questa espressione veniva citata in un dibattito sull’accoglienza dei profughi scatenatosi su Facebook. All’uomo in questo caso è stata concessa dal Tribunale collegiale di Venezia la “messa alla prova”, che consente la sospensione del processo attraverso lo svolgimento di lavori di pubblica utilità. E se quest’ultimo adempierà poi a tutte le prescrizioni il reato potrà considerarsi estinto. Oltre all’astensione totale dai social, ha corrisposto una somma simbolica, pari a 200 euro, all’associazione “Noi migranti” di Portogruaro”.

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