Marcia della pace Perugia-Assisi. In migliaia a partecipare

Marcia della pace Perugia-Assisi. In migliaia a partecipare

“Roma, 7 ott. – In migliaia hanno partecipato alla marcia Perugia-Assisi, più di centomila per gli organizzatori, in un corteo lungo 15 chilometri. Per dire no alle guerre, al razzismo, alle sopraffazioni all’egoismo. “Candidiamo al Nobel per la pace il modello Riace”, è stata la proposta del coordinatore della Tavola per la Pace , Flavio Lotti in chiusura del corteo che dalla Basilica di San Francesco ha raggiunto la Rocca. Un Nobel, ha spiegato, che premi un modello di accoglienza e integrazione.

“Oggi alla marcia per la Pace Perugia Assisi, un altro bel segnale dell’Italia che rifiuta l’odio”, ha twittato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, presente alla manifestazione insieme ad altri politici, tra cui Pietro Grasso e Maurizio Martina. A conclusione della marcia sono stati lanciati due Manifesti della PerugiaAssisi: “Nessuno deve essere lasciato solo!” e “Il Manifesto della Cura”. Entrambi, a fronte di “grandi incertezze, solitudine, paure, aumento delle povertà e delle disuguaglianze, perdita del lavoro e mancanza di prospettive stanno togliendo la pace a molte persone” esortano a dire no all’individualismo e alla competizione che ci impediscono di rispondere ai bisogni fondamentali delle persone”. “Nessuno potrà farcela da solo! – si legge – Cerchiamo assieme le soluzioni dei problemi che non sono ancora state trovate e intraprendiamo nuove iniziative per attuarle.

(…) “Per la gravità della situazione, è indispensabile far sentire la voce di tutti coloro che lottano per un’Europa e un’Italia solidale pacifica e accogliente. E per questo siamo qui – ha detto Stefano Ciafani, presidente di Legambiente -. La guerra ai poveri nel Mediterraneo, la crescita esponenziale di episodi di intolleranza e razzismo nei nostri territori, la violenza e la disumanità che invadono il linguaggio, i social e una parte dell’azione pubblica ci impongono una mobilitazione quotidiana, che va costruita dal basso. È quello che abbiamo voluto fare anche con Puliamo il mondo dai pregiudizi. Perché il dramma dell’immigrazione non si può risolvere alzando muri e barricate o chiudendo i porti, ma costruendo un’accoglienza capace di coniugare sicurezza, integrazione, solidarietà, sviluppo locale e coesione sociale”.

Fonte www.askanews.it