Hotspot di Lampedusa: qui si viola il diritto d’asilo

Hotspot di Lampedusa: qui si viola il diritto d’asilo

Questa è la denuncia di alcune ONG ed associazioni che per 5 mesi hanno monitorato l’hotspot di Lampedusa.

Le associazioni in questione sono Asgi, Cild, Indiewatch e ActionAid. La violazione del diritto d’asilo sembra essere conseguenza diretta del decreto Salvini su sicurezza ed immigrazione.

L’esercizio del diritto d’asilo è compromesso in particolare per tre aspetti. Il primo riguarda la permanenza dei migranti negli hotspost fin0 a 30 giorni. Il secondo riguarda «l’applicazione accelerata e in frontiera delle procedure per la valutazione della domanda di asilo» ed il terzo «il trattenimento in luoghi impropri degli stranieri colpiti da provvedimento di espulsione.»

A marzo 2018 una delegazione di mediatori, ricercatori e legali delle quattro associazioni suddette si è trasferita a Lampedusa.

Tramite interviste ed altro, « la delegazione ha dato vita al progetto pilota In Limine, documentando, tra il marzo e l’agosto scorso, “significative violazioni della normativa vigente” nell’hotspot, allora gestito dal Consorzio Opere di Misericordia e dalla Croce Rossa (da agosto la gestione è passata alla Facilities Service di Palermo».

Nel report “Scenari di Frontiera: l’approccio hotspot e le sue possibili evoluzioni alla luce del caso Lampedusa” emergono anche  limitazioni delle libertà personali. Molti sono anche gli stranieri che non hanno ricevuto informazioni sul proprio status legale. Questo accade anche per l’accesso alla protezione internazionale.

Diversamente da quanto stabilito dalle leggi italiane e comunitarie, sembra che accettare o respingere la domanda d’asilo politico dipenda dal paese di origine. Coloro che provengono da paesi considerati insicuri sembra che siano inseriti nelle procedure per il riconoscimento del titolo di protezione. Il contrario accade per chi proviene per paesi considerati sicuri.

Su questa base gli hotspot diventerebbero luoghi di selezione di richiedenti asilo e di migranti economici.

E’ necessario che ciò che avviene negli hotspot sia trasparente per ridurre abusi e violazioni.

Fonte: laRepubblica.it