Ex Penicillina: che fare? Tra sgombero ed evacuazione concordata

Ex Penicillina: che fare? Tra sgombero ed evacuazione concordata

Gli abitanti cercano di evitare lo sgombero coatto

Si richiede un’evacuazione concordata. Le proposte elaborate dagli abitanti insieme ad Asia-Usb prevedono che la fabbrica venga bonificata, vista la presenza di rifiuti e sostanze tossiche. Infine chiedono che venga riqualificata e messa a disposizione della cittadinanza.

Al momento il luogo è sotto minaccia di sgombero del ministro Salvini. Gli abitanti invece preferiscono un dialogo con le istituzioni.

Adesso qui vivono circa 200 persone, migranti ed italiani. Si tratta perlopiù di persone lasciate completamente da sole, con le proprie ingenti difficoltà economiche. Persone che hanno perso la casa, persone non aiutate nonostante l’invalidità certificata.

«Non siamo animali, non amiamo vivere tra i rifiuti. Nessuno dovrebbe vivere in un posto del genere. “Molte persone si vergognano di dire che vivono qui – aggiunge John -. Tra poco verremo sgomberati e la politica userà questa azione a suo favore. Abbiamo paura di rimanere soli, ma abbiamo trovato una rete di supporto proprio qui a San Basilio”.»

L’ex fabbrica della Penicillina è in condizioni disastrose per vari motivi. Dapprima il proprietario, prima di abbandonarla, non ha mai provveduto a metterla in sicurezza. In seguito il Comune ha fatto sì che diventasse una discarica «di rifiuti e di persone che si vogliono tenere lontane».

Da chi ci vive: «Noi non vogliamo difendere questo posto abbandonato così com’è: noi vogliamo evitare lo sgombero e ragionare su un’evacuazione ragionata perché non si crei l’ennesima bidonville in qualche altro posto della città».

Queste le parole di Aboubakar Soumahoro, rappresentante USB.  «Si sta portando avanti una “politica segregazionista”. “Si dice prima gli italiani, ma qui ci sono italiani – afferma -. Chi dice prima gli italiani non considera i poveri. La politica della ruspa indica la decadenza della civiltà. Qui le persone chiedono un tetto e di non essere ghettizzate. Questo spazio – aggiunge – deve tornare alla comunità e non agli speculatori.»

Un altro discorso importante riguarda molti dei migranti che vivono qui. Alcuni «sono costretti all’illegalità a causa di politiche difformi nel rilascio dei permessi di soggiorno da parte della Questura di Roma.» C’è chi infatti non può rinnovare il permesso perché è necessaria la residenza uscendo dal circuito dell’accoglienza.

Fonte: RedattoreSociale