CSM: norme incostituzionali del decreto Sicurezza

CSM: norme incostituzionali del decreto Sicurezza

Dalla Sesta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura emerge quanto segue. Gli articoli del Decreto Sicurezza che riguardano migranti e richiedenti asilo, violano i principi costituzionali.

Il documento è stato approvato all’unanimità ed i relatori sono Alberto Maria Benedetti (M5s) e il togato Paolo Cricuoli (Magistratura Indipendente). La prossima settimana sarà sottoposto all’esame del plenum e poi sarà inviato al Ministro della Giustizia Bonafede.

«Nel documento si parla di “criticità” e soprattutto di norme e garanzie costituzionali lese o a forte rischio.»

Questo è evidente soprattutto in alcuni casi. Per quanto riguarda l’estensione dei reati che sono il presupposto per negare o revocare la protezione internazionale.

Lo si può vedere anche per il trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri «di chi ha chiesto la protezione internazionale e non è stato possibile verificare la sua identità».

Tale trattenimento viene deciso dal questore. Poteri e discrezionalità che gli vengono attribuiti sono dunque molto ampi. Così facendo non vengono rispettati i principi sanciti dall’art. 13 della Costituzione.

Con la stretta sulla protezione per motivi umanitari  si determina una situazione di “incertezza”. Infatti ci può essere un aumento del contenzioso davanti ai giudici e «un ritardo nella tutela dei diritti fondamentali degli stranieri vulnerabili».

In merito si è espresso anche il presidente dell’ANCI Antonio Decaro. La commissione Anci immigrazione afferma che la chiusura dei centri Sprar costituisce un grande problema. Viene abbandonata l’idea di accoglienza diffusa.

«Per noi chiudere gli Sprar significa fare un passo indietro perché si rischia di avere concentrazioni di migranti all’interno di comunità piccole, con problemi di accoglienza e integrazione che possono sfociare in tensioni sociali.»

Fonte: ilFattoQuotidiano.it