Cargo Nivin: migranti sgomberati

Cargo Nivin: migranti sgomberati

I 78 migranti sono rimasti a bordo della Nivin per dodici giorni rifiutandosi di scendere.

Dopo dodici giorni hanno ricevuto la visita del procuratore generale e di una delegazione di ambasciatori; infine sono stati sgomberati dalla guardia costiera che ha fatto irruzione sulla nave.

All’interno del cargo le condizioni in cui si trovavano i migranti erano molto precarie e lo si è potuto sapere grazie ad un migrante a bordo che ha fatto foto e video.

I migranti non hanno avuto neppure la possibilità di usare un bagno e sono quindi stati costretti a defecare per terra ed urinare in alcune bottiglie.

L’incontro con le delegazioni invece non è stato dei migliori; un migrante che era a bordo riferisce che una delle proposte dei mediatori libici prevedeva il trasferimento a Malta. Qui la minaccia velata che li avrebbero arrestati.

Altre fonti locali sostengono che sia stato il proprietario della nave a richiedere l’intervento delle  autorità libiche ed a dare quindi il suo consenso a liberare il cargo.

Dopo l’arrivo della guardia costiera sulla nave, si sono persi i contatti con i migranti all’interno.

Da fonte locali emerge che le autorità libiche abbiano sparato proiettili di gomma ferendo una decina di migranti. Altri sono stati tradotti al centro di detenzione di Al Kararim, altri ancora sono stati interrogati. Le accuse sarebbero di essere rapitori e pirati.

Adesso «l’accesso al porto è vietato a giornalisti e ad organizzazione umanitarie».

«Repubblica è riuscita ad ottenere le istruzioni per le forze di sicurezza libiche: secondo queste istruzioni i migranti sono considerati “come rapitori fino al completamento delle indagini» .

Fonte: laRepubblica.it