Genere ed accoglienza. Conseguenze delle politiche migratorie

Genere ed accoglienza. Conseguenze delle politiche migratorie

La narrazione dell’accoglienza si è sempre focalizzata sul maschile universale. Così facendo si perde di vista la dimensione di genere delle migrazioni ed il vissuto delle donne. Il che è gravissimo dal momento in cui «le donne rappresentano il 52% della popolazione straniera residente in Italia e il 13,3% delle persone che arrivano sulle nostre coste.»

Negli ultimi tempi però si hanno dati aggiornati sulla componente di genere dell’immigrazione in Italia. I dati relativi alla presenza femminile nei centri di detenzione amministrativi sono molto più difficili da reperire.

Sistema dell’asilo

La presenza di donne nel sistema SPRAR è andata intensificandosi negli ultimi due anni. Molto alta è la percentuale di donne inserite nei progetti SPRAR per persone con disagi mentali o disabilità.

In generale nel 2017 «l’incidenza della presenza femminile sul totale dei 36.995 accolti risulta del 15,2% con 5.637 accolte nei centri». La maggior parte delle donne proviene dalla Nigeria.

Le donne inserite nei progetti SPRAR sono molto giovani: la maggior parte ha tra i 18 ed i 25 anni. Sempre relativamente ai progetti SPRAR sappiamo che il 43,1% delle donne è richiedente asilo, «17,6% ha ottenuto la protezione umanitaria; l’8,1% la protezione sussidiaria e il 30,6% lo status di rifugiato. Se però si considerano i progetti di accoglienza per persone con disagio mentale e/o disabilità – in cui, come sottolineato, la presenza femminile è molto rilevante – il 30,4% risulta essere richiedente asilo, il 7,1% titolare di protezione sussidiaria, il 20,4% deteneva lo status di rifugiato e il 42,1% la protezione umanitaria. Questo dato non può che destare allarme alla luce delle recenti riforme legislative in materia di immigrazione.» 

Ad ora bisogna considerare che l’ingresso in Italia è reso molto più complesso e pericoloso andando a rendere l’immigrazione più precaria e marginalizzata.

Il decreto Salvini e la volontà di smantellare il sistema d’accoglienza hanno conseguenze gravi. Le politiche migratorie sono più repressive e restrittive nei casi di immigrazione irregolare e di accesso al sistema di asilo e protezione.

«(…) lo smantellamento del sistema SPRAR, l’eliminazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, l’assenza di politiche strutturali finalizzate all’integrazione e all’inserimento lavorativo della popolazione straniera colpiranno in maniera drastica le donne, richiedenti asilo e non, esponendole a violenza e sfruttamento.»

«La forza di auto-organizzazione delle donne non può essere spazzata via da provvedimenti legislativi sempre più conservatori e patriarcali

Qui l’articolo.