Milano: a rischio il settore dell’accoglienza

Milano: a rischio il settore dell’accoglienza

Il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati a Milano si esplicita in otto centri ed in piccole comunità gestite dal Terzo Settore. Sono 422 i migranti assistiti. Palazzo Marino vorrebbe un aumento di queste cifre ma il rischio è che si azzerino.

Vediamo il perché e le pratiche da seguire per aprire i centri Sprar.

I Comuni devono aderire al bando pubblicato dal Ministero dell’Interno due volte l’anno. Le amministrazioni chiedono i finanziamenti sulla base del numero di posti che vogliono mettere a disposizione ed il Viminale deve rispondere entro il 1 luglio o il 1 dicembre (basandosi sui due bandi).

Il governo a luglio ha convocato la commissione che aveva il compito di giudicare le adesioni e pubblicare le graduatorie ma ciò non è mai successo. Anzi, nel frattempo è stato approvato il dl Salvini.

Il progetto attuale che offre percorsi d’integrazione a 422 migranti scade tra un anno e Palazzo Marino «dovrebbe avere la certezza di avere il nuovo finanziamento e il tempo di fare il nuovo bando. Ma solo per la gara ci vuole almeno un anno di tempo.» 

Quindi il pericolo è che non riescano a portare a termine in tempo le procedure di gara per ottenere i posti. Inoltre ad ora non sanno se e quanti posti saranno finanziati.

Per l’assessore alle Politiche Sociali lo scopo di Salvini è impedire l’accoglienza di qualità e di ostacolarla con la chiusura di vari centri. Tra questi quella del centro di Via Corelli che Salvini vuole trasformare in un Cie per aumentare le espulsioni.

Fonte: ilCorrieredellaSera.it