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	<title>CIRDI &#187; Notizie</title>
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	<description>Centro di informazione su razzismo e discriminazioni in Italia</description>
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		<title>Saluzzo (Cn): la Rosarno del Nord</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 15:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[SALUZZO (CN) - Polizia, carabinieri e Guardia di finanza. Tutti a supportare operai del comune e vigili urbani. Circa 150 africani sono stati sgomberati dallo spiazzo del Foro Boario, cioè la locale fiera del bestiame. Qui i raccoglitori in attesa di essere ingaggiati nei campi avevano messo su un accampamento di fortuna. Niente acqua, luce elettrica e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">SALUZZO (CN) - Polizia, carabinieri e Guardia di finanza. Tutti a supportare operai del comune e vigili urbani. Circa 150 africani sono stati sgomberati dallo spiazzo del Foro Boario, cioè la locale fiera del bestiame. Qui i raccoglitori in attesa di essere ingaggiati nei campi avevano messo su un accampamento di fortuna. Niente acqua, luce elettrica e servizi igienici. Solo qualche fornello a gas per cucinare insieme. Sono stati tutti identificati. Mentre tende e materassi venivano caricati sui camion comunali e sequestrati, gli africani filmavano la scena coi cellulari. Siamo in uno dei distretti agricoli più ricchi d&#8217;Europa. Ma anche qui la raccolta della frutta diventa emergenza umanitaria e problema di ordine pubblico. Un&#8217;area che esporta in Francia e Germania ma non riesce ad assicurare accoglienza ai braccianti stranieri. Sgomberi e accampamenti di migranti sono consueti nelle campagne del Sud, da Rosarno a Foggia. Molto meno al Nord, dove da qualche anno si registra una situazione molto problematica nel cuneese.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso anno la Croce Rossa intervenne per montare una tenda dopo aver appurato che gli africani stavano per morire di freddo. Per evitare una nuova emergenza, quest&#8217;anno la Coldiretti finanzierà un&#8217;area attrezzata. Ma sarà pronta solo a metà luglio e potrà ospitare al massimo un centinaio di lavoratori. Per gli altri non c&#8217;è posto. Intanto il sindaco di Saluzzo, Paolo Allemano, ha vietato &#8220;il bivacco e tende, baracche e giacigli&#8221; sul territorio comunale. Secondo le autorità locali e le aziende, infatti, il fabbisogno del territorio è limitato a poche decine di unità, oltre a coloro che già arrivano con i flussi migratori. Il locale &#8220;Comitato antirazzista&#8221; risponde che &#8220;molti non hanno un luogo dove stare dopo la chiusura dei campi per l&#8217;emergenza Libia. Un telo, un cartone bagnato e la speranza di un lavoro nella campagna della frutta sono le uniche cose che gli rimangono&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo gli attivisti, in realtà l&#8217;impiego nelle campagne di Cuneo è molto più &#8220;flessibile&#8221; di quello che si vuole far credere. Ci sarebbe anche lavoro grigio, ovvero giornate non segnate ed evasione contributiva. &#8220;Perché non possiamo stare qui? Non siamo in centro, siamo fuori, vicino a dove buttano le immondizie. Non disturbiamo nessuno&#8221;, chiede un migrante. E legge un foglio scritto in italiano e in francese, distribuito dalle autorità: &#8220;Qui non potete restare, dite ai vostri amici di non venire perché non c&#8217;è più posto per loro, se proprio siete qui per lavorare almeno andate ad iscrivervi al Centro per l&#8217;Impiego&#8221;. Gli africani li hanno presi alla lettera: l&#8217;ufficio viene pacificamente invaso tra lo stupore del direttore, delle impiegate e dei presenti in cerca di lavoro. La situazione è in evoluzione. Le associazioni hanno chiesto di attrezzare uno spazio per fare fronte alla grave situazione umanitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">La scorsa estate gli africani hanno dormito all&#8217;aperto sotto le Alpi. Per settimane, in condizioni &#8220;rosarnesi&#8221;: Cartoni, scarpe infangate, pentoloni, bombole del gas e materassi gettati sull&#8217;asfalto. Quando si è tenuta la fiera delle vacche e dei macchinari agricoli, un muro di legno doveva coprire la vergogna e lasciare indisturbata la sfilata delle &#8220;frisone&#8221;. Nel 2012 il magazzino della stazione è rimasto chiuso nonostante il freddo, con gli africani fuori a dormire sui cartoni. Poi è stato raso al suolo dalle ruspe e lo spiazzo chiuso coi lucchetti. L&#8217;anno precedente i braccianti si erano arrangiati tra i vagoni di un treno deragliato o sotto la tettoia del binario uno.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2013/06/17/news/via_gli_africani_da_saluzzo_la_rosarno_del_nord-61289163/">Repubblica.it</a></p>
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		<title>Le squadracce della municipale pestano gli ambulanti – La testimonianza</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 12:08:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[violenza razzista]]></category>

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		<description><![CDATA[La sera del 13/06, verso le 23.00, alla stazione di SMN, all’altezza della fermata della tramvia via Alamanni sul lato della scalinata, ho visto un gruppo di 10-15 persone che si distingueva perché indossavano tutti guanti neri e si aggiravano nei pressi della fermata con fare a dir poco agitato e aggressivo. Mi sono avvicinato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La sera del 13/06, verso le 23.00, alla stazione di SMN, all’altezza della fermata della tramvia via Alamanni sul lato della scalinata, ho visto un gruppo di 10-15 persone che si distingueva perché indossavano tutti guanti neri e si aggiravano nei pressi della fermata con fare a dir poco agitato e aggressivo. Mi sono avvicinato facendo il vago, come fossi un passante indifferente e ascoltando ciò che dicevano mi sono reso conto che stavano aspettando qualcuno.<br />
Mi sono quindi fermato per vedere cosa stesse davvero succedendo. Ho così potuto sentire che si scambiavano frasi del tipo: &#8220;stasera è bandaccia&#8221;, &#8220;dove cazzo sono, non vedo l&#8217;ora&#8221;, &#8220;sono in ritardo&#8221;. Erano sempre più agitati e evidentemente erano sotto l’effetto di cocaina.<br />
Dopo circa 10 minuti  ho notato un altro particolare: insieme a quelli che indossavano i guanti erano presenti alcuni uomini più anziani con in mano una radiolina.<br />
Proprio dalla radiolina ad un certo punto è arrivato il segnale che stavano aspettando. Ho sentito chiaramente quella voce dire: “dall&#8217;altra parte della strada! Stanno arrivando! Attraversate!&#8221;.<br />
Gli individui più giovani, quelli con i guanti neri e sicuramente più prestanti fisicamente, sono corsi sull&#8217;altro lato della strada.<br />
Ho praticamente attraversato con loro. Ho visto che nel frattempo stava arrivando la tramvia. Quando si sono aperte le portiere è sceso un gruppo di persone di cui 5 o 6 ragazzi di colore e con tutta probabilità senegalesi.<br />
Neanche il tempo di rendermi conto delle loro reali intenzioni che gli si sono scagliati addosso con una ferocia indescrivibile.<br />
Nel parapiglia ho visto sicuramente che un senegalese è stato prima schiantato su una vetrina accanto al negozio TIM e poi inseguito insieme agli altri che scappando avevano già raggiunto la parallela. Avevo paura che se li avessero raggiunti nella parallela senza che nessuno fosse presente ad assistere alla scena si sarebbero sentiti liberi di far di peggio. Quindi mi sono mosso e li ho inseguiti anch’io, ma non sono riuscito a stargli dietro…penso che fortunatamente siano riusciti a scappare!<br />
Ma tornando indietro ho notato i due uomini più anziani, quelli con la radiolina che si stavano allontanando. Così ho iniziato a seguire loro. Sono riuscito a sentirli parlare al cellulare e uno dei due ripeteva ossessivamente: “dove siete? Vi serve una macchina? Vi mando una VOLANTE?”<br />
Ho capito allora che non si trattava solo di un gruppo di fascisti, ma che questi avevano anche la divisa…<br />
Sono riuscito a seguirli fino al “Parcheggio Europa” all&#8217;altezza di via Montebello.<br />
Ad un certo punto però uno dei due, il tipo che &#8220;dirigeva l&#8217;operazione&#8221;, il solito che aveva distribuito i guanti neri prima dell’aggressione si volta e mi chiede: “chi sei? Perché ci stai seguendo? Dammi i documenti!” Io gli ho detto che non gli stavo seguendo ma che mi ero perso e stavo cercando via Montebello…per quanto riguarda i documenti gli ho invece chiesto perché avrei dovuto mostrarglieli. “Per questo!” mi ha risposto lui tirando fuori il tesserino della POLIZIA MUNICIPALE.<br />
Ho visto che non ha annotato il nominativo ma con fare intimidatorio mi ha chiesto: “Abiti ancora qui?” A quel punto mi ha invitato a “levarmi dal cazzo” e, ricevuta anche l’indicazione su dove fosse via Montebello, non ho potuto che andare nella direzione opposta e poi tornare sui mie passi.<br />
Sono tornato alla stazione. Preso dalla rabbia e dall&#8217;adrenalina sono tornato alla fermata della tramvia. Lì c’era una macchina della &#8220;GEST&#8221; in mezzo alle rotaie mentre alla fermata dell’autobus poco più avanti c&#8217;era un senegalese che mi osservava. Mi sono avvicinato per chiedergli se avesse visto la scena e se sapesse cosa fosse successo.  Nonostante fossero tutti in borghese e non vi fosse nessun modo per riconoscerli  a colpo d’occhio, lui mi ha detto subito: “questi sono della MUNICIPALE!”&#8230;  Poi, facendomi il segno della pistola con le mani mi ha detto: “molti italiani quando vedono noi impazziscono…” Non ho avuto tempo di chiedergli altro perché è arrivato l’autobus, lui mi ha salutato e se n’è andato…&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.inventati.org/cortocircuito/2013/06/18/le-squadracce-della-municipale-pestano-gli-ambulanti-la-testimonianza/">Cortocircuito.it</a></p>
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		<title>Una fotografia della composizione religiosa della popolazione immigrata in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 09:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>

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		<description><![CDATA[La maggior parte degli stranieri residenti in Italia è di religione cattolica, un numero consistente (32%) è costituito dai musulmani, che negli ultimi due decenni hanno fatto registrare una diminuzione in termini percentuali (-5 punti) ma sono in aumento anche i fedeli di religioni diverse. Quello presente nel nostro Paese è ormai un panorama multireligioso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La <strong>maggior parte degli stranieri</strong> residenti in Italia è di religione<strong> cattolica</strong>, un numero consistente (<strong>32%</strong>) è costituito dai <strong>musulmani</strong>, che negli ultimi due decenni hanno fatto registrare una diminuzione in termini percentuali (-5 punti) ma sono in aumento anche i fedeli di religioni diverse. Quello presente nel nostro Paese è ormai un panorama multireligioso che si sta progressivamente accentuando: su un numero complessivo di cinque milioni di stranieri, infatti, 2,702 milioni sono quelli di religione cristiana; 1,651 milioni i musulmani; 297 mila i fedeli delle cosiddette tradizioni religiose orientali; 51 mila gli immigrati riconducibili a religioni tradizionali e 310 mila gli ebrei, atei, agnostici etc.<br />
È quanto emerge da uno studio del Centro studi e ricerche Idos (stima al 31 dicembre 2011) contenuto nel progetto Religioni, dialogo, integrazione, un vero e proprio vademecum a cura del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno, finanziato dal Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi (Fei).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio sottolinea che “l’incidenza dei cristiani, superando la metà del totale mostra quanto sia improprio in Italia agitare lo spettro di un’invasione di persone di diversa religione”: mentre i musulmani sono un terzo (32,9%) e i fedeli di tradizioni religiose orientali (induisti, buddhisti e altri) poco più di un ventesimo (5,9%).<br />
Per quanto riguarda le appartenenze religiose degli immigrati regolarmente presenti gli ortodossi provengono soprattutto da Romania, Ucraina, Moldavia, Macedonia e Albania. I cattolici da Filippine, Polonia, Ecuador, Perù, Albania, Romania, Macedonia, Brasile, Francia, Repubblica Dominicana, Croazia e Colombia; i protestanti da Romania, Germania, Regno Unito, Ghana, Nigeria, Perù, Filippine e Brasile. Mentre i musulmani da Marocco, Albania, Tunisia, Senegal, Pakistan, Bangladesh, Macedonia, Algeria e Kosovo.</p>
<p style="text-align: justify;">“Questo variegato panorama multi-religioso, che si è venuto progressivamente accentuando in Italia a seguito dell’immigrazione, è lo specchio dello spiccato policentrismo che caratterizza le origini nazionali dei migranti presenti, che nonostante il recente protagonismo assunto dall’area est-europea, vengono da tutti i continenti e da pressoché tutti i Paesi del mondo: fino a qualche decennio fa era difficile immaginare un panorama religioso così diversificato – sottolineano i curatori del progetto – la globalizzazione religiosa, accentuata dall’immigrazione, è ormai un fattore strutturale anche in Italia”.<br />
Proprio per venire incontro alle esigenze di dialogo tra religioni diverse è nato il vademecum Religioni, dialogo, integrazione: un testo – lo presentano gli autori – che vuole essere uno “strumento utile per interpretare le criticità evidenziate sul territorio, promuovere la capacità di incontro e di scambio tra diversità e a migliorare il dialogo interreligioso e interculturale”. L’iniziativa è nata anche per diffondere il tema della libertà di religione e di culto e per offrire un quadro del pluralismo religioso in Italia e consentire una lettura ed una comprensione del fenomeno. Sotto il profilo istituzionale, il progetto ha rivitalizzato la funzione dei Consigli territoriali, soprattutto per quanto riguarda i Tavoli di dialogo interreligioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=005451">Immigrazione Oggi.it</a></p>
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		<title>Autista Atvo accusato di discriminazione, si apre l&#8217;indagine</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 09:17:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>

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		<description><![CDATA[“La nostra è una azienda che si contraddistingue per serietà e apertura verso qualsiasi popolo. Non solo accoglie viaggiatori di ogni parte del mondo, ma ha tra nel suo organico personale di altre nazioni. Lo stesso autista cui si riferisce l’episodio, è al di sopra di ogni sospetto, essendo sposato ad una cittadina extracomunitaria”. Con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“La nostra è una azienda che si contraddistingue per serietà e apertura verso qualsiasi popolo. Non solo accoglie viaggiatori di ogni parte del mondo, ma ha tra nel suo organico personale di altre nazioni. Lo stesso autista cui si riferisce l’episodio, è al di sopra di ogni sospetto, essendo sposato ad una cittadina extracomunitaria”. Con una nota, Atvo, l&#8217;azienda di trasporti del Veneto orientale, cerca di calmare gli animi dopo il caso scoppiato da una segnalazione di due cittadine tra cui l&#8217;ex assessore Pd di Meolo, Clara Pietrobon. Secondo le testimonianze, un autista del bus non avrebbe fatto salire un giovane di colore. I fatti, come spiega la Nuova, risalgono alla mattina di venerdì 7 giugno, alla fermata davanti ad un supermercato di Meolo. Il conducente, sempre secondo l&#8217;accusa, avrebbe accelerato alla vista del ragazzo, originario del Burkina Faso e regolarmente munito di biglietto. &#8220;Non mi piace&#8221;, avrebbe commentato, davanti ad alcuni viaggiatori stupefatti. Non l&#8217;avrebbe fatto salire nemmeno quando il giovane aveva sbarrato la strada col proprio corpo al ritorno del bus. La testimonianza di Pietrobon riporterà che l&#8217;autista avrebbe indugiato ad aprire le porte e avrebbe minacciato di chiamare i vigili.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il presunto scandalo, è toccato ad Atvo, quindi, cercare di pacificare e negare le accuse di discriminazione razziale: &#8220;La presidenza Atvo innanzitutto respinge con forza ogni tipo di accusa di comportamento razzista &#8211; ha segnalato una nota di piazza IV Novembre -. Lo stesso autista cui si riferisce l’episodio, è al di sopra di ogni sospetto, essendo sposato ad una cittadina extracomunitaria”. Detto questo, Atvo garantisce una istruttoria interna con lo scopo di ricostruire, sentendo le varie testimonianze, quanto accaduto. Conclude la nota: &#8220;Da una prima disanima dei fatti, comunque, risulterebbe quanto segue: nel tragitto di andata, l’autista non si sarebbe accorto dell’uomo a terra, alla fermata. Nel tragitto di ritorno, avrebbe visto una persona in mezzo alla strada, gestiscolare in modo equivoco, tanto da indurlo a fermare il mezzo e allertare la polizia locale. Quindi nessun atto di intolleranza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte:<a href="http://www.veneziatoday.it/cronaca/razzismo-autista-atvo-bus-meolo-indagine-15-giugno-2013.html#"> Veneziatoday.it</a></p>
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		<title>Milano, la mozione del consigliere pdl: &#8220;Stop alla diffusione dell&#8217;ideologia gay&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 09:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolo è “Mozione urgente per la tutela dei bambini, per la promozione della famiglia e contro la diffusione dell’ideologia gay”. Proprio così: ideologia gay. A presentarla in consiglio di Zona 3, a Milano, è un rappresentante del Pdl, Francesco Migliarese, per protestare contro uno spettacolo &#8211; Piccolo Uovo, tratto dall’omonimo libro di Altan già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il titolo è “Mozione urgente per la tutela dei bambini, per la promozione della famiglia e contro la diffusione dell’<strong>ideologia gay</strong>”. Proprio così: ideologia gay. A presentarla in consiglio di Zona 3, a Milano, è un rappresentante del Pdl, Francesco Migliarese, per protestare contro uno spettacolo &#8211; Piccolo Uovo, tratto dall’omonimo libro di Altan già nel mirino di Forza Nuova &#8211; andato in scena a marzo al teatro Litta. Uno spettacolo in cui, con toni lievi, si raccontava di un uovo che veniva adottato da una coppia di pinguini omosessuali. Il teatro, con una mail, aveva invitato le scuole materne ed elementari della città a vedere lo spettacolo, sollevando polemiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il consigliere Migliarese, a distanza di mesi, tiene ancora a dire la sua: per questo ha discusso la sua <strong>mozione</strong> davanti ai consiglieri della maggioranza, sbigottiti per la richiesta che <strong>condanna</strong> appunto la diffusione di uno <strong>spettacolo incentrato su una famiglia omosessuale</strong> e invoca maggiori tutele per «la famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio tra uomo e donna». Sul suo profilo Facebook, a gennaio, Migliarese aveva aperto un lungo dibattito esprimendo nettamente la sua posizione sul tema: «L’omosessualità è una ferita dell’identità e una tendenza reversibile».</p>
<p style="text-align: justify;">La mozione è stata bocciata con 18 voti contro (centrosinistra e Movimento 5 Stelle) e sei a favore (Pdl, Nuovo Polo e Fratelli d&#8217;Italia). Massimo Scarinzi, consigliere di zona del Pd, commenta: «Dopo il caso del Saini (le polemiche per una festa gay in una piscina comunale), ecco un’altra testimonianza dell’omofobia strisciante di una parte del centrodestra milanese. Rivendichiamo e sosteniamo l&#8217;attività portata avanti dalla giunta Pisapia sul tema della lotta contro tutti i tipi di discriminazione».</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/06/17/news/milano_la_mozione_del_consigliere_pdl_stop_alla_diffusione_dell_ideologia_gay-61303412/?ref=HREC2-4">Repubblica.it</a></p>
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		<title>Minori bengalesi sottoposti a nuova visita medica dal comune di Roma: un ragazzo tenta il suicidio</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 09:01:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[minori stranieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Comune di Roma ieri ha convocato diciotto minori bengalesi ospiti delle case famiglia del Comune per sottoporli a nuovi accertamenti medici all&#8217;ospedale Militare del Celio. A partire da marzo 2013, il Comune di Roma ha preso di mira i minori bengalesi già accolti da mesi nel percorso di inserimento sociale in qualità di minori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Comune di Roma ieri ha convocato diciotto minori bengalesi ospiti delle case famiglia del Comune per sottoporli a nuovi accertamenti medici all&#8217;ospedale Militare del Celio.<br />
A partire da marzo 2013, il Comune di Roma ha preso di mira i minori bengalesi già accolti da mesi nel percorso di inserimento sociale in qualità di minori stranieri non accompagnati. I ragazzi vengono convocati per un <strong>secondo accertamento dell&#8217;età</strong>, nonostante siano stati tutti sottoposti a una visita medica presso un ospedale pubblico prima di essere accolti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;accertamento per un ragazzo vicino alla maggiore età è scientificamente poco attendibile, tanto da poter essere interpretato in modo da decretare facilmente il già avvenuto raggiungimento della maggiore età. Le conseguenze per il minore sono tragiche: viene denunciato per truffa ai danni dello Stato e viene trattenuto in un Centro di Identificazione ed Espulsione in vista del rimpatrio forzato nel paese di origine.<br />
I ragazzi bengalesi sono ben consapevoli di tutto questo e vivono nel terrore di essere convocati dal Comune di Roma per il secondo accertamento presso l&#8217;Ospedale Militare. Ieri uno dei ragazzi convocati ha tentato di impiccarsi dentro la casa famiglia, adesso è ricoverato nel reparto neurologico di un vicino ospedale.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=2772&amp;l=it">Asgi.it</a></p>
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		<title>Regione Toscana: impegno a non prevedere più il requisito di cittadinanza comunitaria  per borse studio e tirocini</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 08:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione istituzionale]]></category>

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		<description><![CDATA[A seguito della notifica del ricorso depositato dall&#8217;ASGI contro la Regione Toscana, per aver indetto un bando di concorso pubblico per l’ammissione di n. 10 partecipanti al corso di formazione superiore in “Programmazione e valutazione” escludendo, dalla possibilità di parteciparvi, i cittadini extracomunitari, la Regione (con lettera in evidenza) si è impegnata, con riferimento alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A seguito della notifica del ricorso depositato dall&#8217;ASGI contro la Regione Toscana, per aver indetto un bando di concorso pubblico per l’ammissione di n. 10 partecipanti al corso di formazione superiore in “Programmazione e valutazione” escludendo, dalla possibilità di parteciparvi, i cittadini extracomunitari, la Regione (con lettera in evidenza) si è impegnata, con riferimento alle future selezioni pubbliche per borse di studio e tirocini formativi bandite, a <strong>non prevedere il requisito della cittadinanza comunitaria</strong> ai fini dell’ammissione ai predetti bandi, consentendo agli stranieri extracomunitari di partecipare a queste selezioni.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=2777&amp;l=it">Asgi.it</a></p>
<p>Leggi la<a href="http://www.asgi.it/public/parser_download/save/regione.toscana_lettera11062013.pdf"> lettera</a> della Regione Toscana</p>
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		<title>A Milano un maxiraduno per Hitler: skinhead in arrivo da tutta Europa</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 10:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[apologia del fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[xenophobia]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano &#8211; Metti un capannone alle porte di Milano e una decina di band neonaziste, alcune internazionali, molto note negli ambienti dell’estrema destra per i loro inni alla violenza, al razzismo e alla xenofobia. Alcuni gruppi musicali arriveranno dalla Germania, dall’Inghilterra, persino dagli Stati Uniti. A loro si uniranno le più importanti formazioni italiane, punti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Milano &#8211; Metti un capannone alle porte di Milano e una decina di band neonaziste, alcune internazionali, molto note negli ambienti dell’estrema destra per i loro inni alla violenza, al razzismo e alla xenofobia. Alcuni gruppi musicali arriveranno dalla Germania, dall’Inghilterra, persino dagli Stati Uniti. A loro si uniranno le più importanti formazioni italiane, punti di riferimento delle teste rasate con i loro repertori che spaziano dall’incitamento ai pestaggi alle truci rivendicazioni di superiorità razziale fino alle citazioni di Mussolini, di Adolf Hitler e dei suoi gerarchi. Metti centinaia di naziskin provenienti da tutte le regioni d’Italia e da tutta Europa.<br />
L’appuntamento è per questa sera in un capannone della zona industriale di Rogoredo, a due passi dalla fermata della metropolitana di Porto di Mare. A fare gli onori di casa, in quello che si preannuncia come uno dei più grossi raduni neonazisti degli ultimi anni, sono attese oltre 2mila persone, è la Skinhouse di Milano. L’happening nasce, ufficialmente, dall’idea degli organizzatori di raccogliere fondi a sostegno delle spese processuali (fatti del ‘93, operazione “Runa”) per i camerati di Azione Skinhead, il gruppo nato nel 1990 dalla fusione tra gli skin milanesi e il nucleo più radicale degli ultrà Boys SAN dell’Inter. Ma l’evento, anche per il numero e la provenienza delle presenze già confermate attraverso la rete, porta con sé anche l’aria della sfida: una prova muscolare in un periodo in cui l’ondata xenofoba — gli ultimi e ripetuti casi hanno riguardato gli insulti al ministro Cécile Kyenge — è in crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire dalle 18 a Rogoredo le naziband si alterneranno sul palco di uno spazio privato affittato dagli organizzatori con regolare contratto. Come ormai d’abitudine per questo tipo di raduni, in linea con quanto avviene per i rave party vietati, l’indirizzo e il luogo esatto della manifestazione verranno comunicati ai partecipanti solo all’ultimo, via sms e per evitare problemi di ordine pubblico, dagli organizzatori. Fu così anche il 20 aprile scorso, giorno dell’anniversario della nascita di Adolf Hitler, quando a Malnate, vicino a Varese, 700 camerati animarono una festa organizzata dalla Comunità militante dei Dodici Raggi nei locali (di proprietà di Ferrovie Nord) gestiti dall’associazione culturale filoleghista “I nostar radis”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’evento di Varese — denunciato da Repubblica — provocò l’indignazione, oltre che delle associazioni partigiane e antifasciste, anche della presidente della Camera, Laura Boldrini, e del leader di Sel, Nichi Vendola. Pochi giorni dopo il 20 aprile varesotto — condannato da Gennaro Gatto dell’Osservatorio sulle nuove destre — sui muri della sede del Pd di Varese comparvero delle svastiche. Simboli che abbonderanno anche nel raduno di oggi. Guardando il programma balza all’occhio la presenza di due band neonaziste seguitissime negli ambienti della destra più dura: i Bully Boys statunitensi (autori di brani dal titolo evocativo come “White Pride” e “Hammerskins”) e i Brutal Attack inglesi. Nati negli anni Ottanta, i Brutal sono tra i gruppi “d’area” più longevi. Sul loro sito è presente una sezione di propaganda nazista e sono collegati alla formazione “Blood and Honour” (richiamo al motto della gioventù hitleriana “Sangue e Onore”, filiali in tutta Europa compresa una sede a Varese, protagonisti di numerose violenze e dichiarati fuorilegge in Germania). Sia i Bully Boys che i Brutal Attack hanno delle pagine dedicate su Stormfront, il sito razzista che inneggia alla superiorità della razza bianca. Lo stesso profilo del gruppo tedesco Wolfsfront.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ascoltarli — in scaletta ci sono anche i milanesi Corona Ferrea e Adl 122, i varesotti Garrota e i trentini Linea Ostile — arriveranno a Milano gruppi nazifascisti da ogni regione d’Italia e dall’estero. Svizzera, Francia, Inghilterra, Spagna, Germania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Romania, Russia, Norvegia, Grecia. Secondo alcune voci — al momento impossibili da confermare — al raduno dovrebbe prendere parte anche una delegazione del Ku Klux Klan americano attiva in Europa. La galassia è quella dei movimenti schierati contro immigrati, neri, ebrei e gay. Un’onda nera che attecchisce tra web, cortei di piazza e pestaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">“Informazione &amp; politica per lo skinhead” è scritto sulle locandine diffuse su Facebook (dove sono state raccolte le prenotazioni) e tra i siti della destra estrema. Sotto l’invito e il programma della serata, due numeri di telefono (italiano-inglese-spagnolot-edesco) attivi a partire da ieri. Gli agenti della Digos si sono attivati da giorni per raccogliere informazioni sull’happening di Rogoredo e per scongiurare eventuali problemi di ordine pubblico legati a contromanifestazioni da parte degli antagonisti dei centri sociali. Controlli e misure di sicurezza sono stati predisposti per tutta la giornata nella zona compresa tra San Donato e Rogoredo: non solo nei pressi del capannone affittato dai naziskin ma anche in corrispondenza degli assi delle tangenziali. Il meeting point per i partecipanti è stato fissato all’uscita San Donato della tangenziale Est dalle 15 in avanti. Il flusso di macchine e caravan proseguirà poi verso l’area dove si terrà il concerto.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/06/15/news/maxiraduno_neonazista_a_milano_skinhead_in_arrivo_da_tutta_europa-61113860/?ref=HREC2-4">Repubblica.it</a></p>
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		<title>Frase razzista della Goisis: «Kyenge torni in Congo ad aiutare i &#8220;moretti&#8221;»</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 13:21:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[PADOVA &#8211; «Ci sono tanti italiani che vanno in Congo Belga ad aiutare i &#8220;moretti&#8221;, a fare i dottori e gli insegnanti, mi chiedo perché il ministro Kyenge non se n&#8217;è andata pure lei, una volta laureata e diventata oculista, ad aiutare la sua gente che soffre moltissimo». Lo ha detto, a Zapping 2.0 su Radio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PADOVA &#8211; «Ci sono tanti italiani che vanno in Congo Belga ad aiutare i &#8220;moretti&#8221;, a fare i dottori e gli insegnanti, mi chiedo perché il ministro Kyenge non se n&#8217;è andata pure lei, una volta laureata e diventata oculista, ad aiutare la sua gente che soffre moltissimo». Lo ha detto, a Zapping 2.0 su Radio 1, la ex onorevole leghista padovana Paola Goisis, recentemente espulsa dal Carroccio, sollecitata sull&#8217;espulsione di Mario Borghezio dal gruppo Efd (Europa della libertà e della democrazia) per le frasi sul ministro dell&#8217;immigrazione, Cecile Kyenge.</p>
<p>«Da quelle parti c&#8217;è molta cecità per motivi igienici»: ha aggiunto Goisis, recentemente espulsa dalla Lega. Dopo un&#8217;iniziale difesa della decisione di espellere Borghezio presa dall&#8217;organismo («se l&#8217;hanno fatto avranno avuto le loro buone ragioni»), Goisis non ha perso occasione per attaccare la ministra: «Non abbiamo certo bisogno, noi italiani, di un ministro del Congo Belga che ci venga a insegnare come dobbiamo muoverci».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.gazzettino.it/nordest/padova/frase_razzista_della_goisis_laquokyenge_torni_in_congo_ad_aiutare_i_morettiraquo/notizie/287841.shtml">Il Gazzettino.it</a></p>
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		<title>Dormitorio Roma-Termini Aumentano i rifugiati</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 07:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA - Non siamo a Korogocho o in uno slum di Dacca, ma in via Marsala, lungo i marciapiedi della seconda più grande stazione d&#8217;Europa: Roma-Termini, nel cuore della capitale d&#8217;Italia. Una settantina di persone, quasi tutte di origine africana, dormono sopra i cartoni raccattati qua e là, avvolti in coperte sudicie, in buste di nylon [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">ROMA - Non siamo a Korogocho o in uno slum di Dacca, ma in via Marsala, lungo i marciapiedi della seconda più grande stazione d&#8217;Europa: Roma-Termini, nel cuore della capitale d&#8217;Italia. Una settantina di persone, quasi tutte di origine africana, dormono sopra i cartoni raccattati qua e là, avvolti in coperte sudicie, in buste di nylon o in sacchi a pelo tutti sbrindellati. In Germania, alla Berlin Hauptbahnhof o in Inghilterra, a London Waterloo, uno scenario simile sarebbe impensabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi ha solo la scelta del marciapiede.</strong> Questi poveri uomini distesi per terra, sotto il neon della luce stradale, esposti ai rumori e all&#8217;inquinamento del traffico, al freddo d&#8217;inverno, o al troppo caldo, ma anche al rischio di agguati notturni di disperati come loro, sono gli immigrati extracomunitari rimasti fuori dagli alloggi che il Comune di Roma mette a disposizione per i rifugiati. &#8220;Dal 13 giugno 2012 al 13 giugno 2013 &#8211; spiega Alfredo Romani, responsabile Ufficio Immigrazione &#8211; le richieste di accoglienza sono state 3.315. Ma di queste, soltanto 1.816 sono state soddisfatte e potranno rimanerlo solo per sei mesi, rinnovabili ad un anno. In realtà, il numero dei posti letto sarebbe di 1.343, ma accogliamo anche qualche persona in più&#8221;. Ma per le altre 1500 persone, che non sono riuscite ad entrare in uno dei 24 centri di accoglienza convenzionati, non resta che cercarsi un marciapiede, un&#8217;aiuola o un sottopassaggio e pregare per un futuro migliore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5 mila posti, 10 mila richieste.</strong> La maggior parte dei richiedenti accoglienza arrivano da: Bangladesh, Afghanistan, Mali, Eritrea e Costa D&#8217;Avorio. L&#8217;Italia dispone di circa 5mila posti letto da destinare ai rifugiati, a fronte di una domanda di 10mila. Ed esattamente un terzo di queste persone prova a cercare fortuna a Roma, dove le possibilità di lavoro sono talmente poche che quasi tutti finiscono per andare a fare lavori stagionali massacranti in sud Italia, come a raccogliere pomodori in condizioni altrove inammissibili. Ma nel frattempo pernottano, se così si può dire, lungo le logore strade della Capitale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>I centri di accoglienza.</strong> Sono gestiti quasi tutti dalla Caritas (tra gli altri: Centro Astalli, Virtus, Domus Caritatis e Cooperativa 29 giugno). Vien da chiedersi come mai la Chiesa non investa in altri centri di ospitalità. D&#8217;altronde non sono pochi i milioni di euro di redditi che, ogni anno, grazie all&#8217;8×1000 finiscono nelle finanze della Cei. Parliamo di suon di milioni di euro: un miliardo lo scorso anno. Il problema è che solo il 20 per cento di questi, di preciso 235 milioni, sono stati destinati per opere caritative ed emergenze nazionali. Eppure la legge italiana è chiara: l&#8217;8×1000 è destinato a fini sociali e di solidarietà: fame, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, tutela dei beni culturali.<br />
Dal rendiconto delle somme pubblicato dalla Cei, sappiamo però che la stragrande parte della somma, 470 milioni circa, viene spesa per esigenze di culto e pastorale, altri 360 per il sostentamento del clero, e solamente il restante 20 per cento per interventi caritativi, per l&#8217;appunto. C&#8217;è da aggiungere che in Italia, solo il 40 per cento della popolazione sceglie a chi donare l&#8217;8xmille. E di questi, il 34,5 per cento lo donano alla Chiesa Cattolica (il 4% allo Stato e l&#8217;1% ad altre confessioni religiose). Né la Chiesa né lo Stato tuttavia si occupano d&#8217;informare che le quote non espresse nella dichiarazione dei redditi, il 60 per cento, vengono comunque assegnate sulla base del 40 per cento di quanto è stato espresso. Così facendo, nelle casse della Cei ci va a finire il 90 per cento del totale dell&#8217;8 x mille versato dai contribuenti. O meglio malversato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che ancora manca in questo Paese per raggiungere la qualità di accoglienza degli altri paesi europei, lo sintetizza Lorenzo Chialastri, responsabile area immigrati della Caritas di Roma: &#8220;Manca un sistema legislativo di base, che garantisca l&#8217;accoglienza a tutti i richiedenti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2013/06/13/news/dormitorio_roma-termini_aumentano_i_rifugiati-61036493/">Repubblica.it</a></p>
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