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	<title>CIRDI &#187; Iniziative</title>
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	<description>Centro di informazione su razzismo e discriminazioni in Italia</description>
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		<title>Uguali ma diversi, corto che racconta la discriminazione lgbt in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 15:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[Uguali ma diversi. Una realtà che conosciamo benissimo in Italia: da tutte le parti si afferma che le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali sono del tutto uguali alle altre ma poi, nella realtà, siamo diversi. Senza diritti, senza tutele, discriminati come se nulla fosse. Appunto: uguali (forse) ma diversi (senza dubbio). Uguali ma diversi è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uguali ma diversi. Una realtà che conosciamo benissimo in Italia: da tutte le parti si afferma che le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali sono del tutto uguali alle altre ma poi, nella realtà, siamo diversi. Senza diritti, senza tutele, discriminati come se nulla fosse. Appunto: uguali (forse) ma diversi (senza dubbio).</p>
<p>Uguali ma diversi è anche il titolo di un bel cortometraggio realizzato dai Fratelli Guarino.Antonio, Azzurra e Raffaele sono tre fratelli che vivono rispettivamente in Italia, in Svizzera e in Spagna. Ad accomunarli il cognome e la nazionalità, a renderli diversi i loro diritti: le leggi che regolano la vita di coppia e familiare nel nostro Paese penalizzano gay e lesbiche che abbiano deciso di crearsi una famiglia. Altrove, no.</p>
<p>Il corto – proiettato anche durante il GLBT film festival di Torino – è ben fatto e, con pochi passaggi, racconta di questa discriminazione che le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali devono quotidianamente vivere.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.queerblog.it/post/60735/uguali-ma-diversi-corto-che-racconta-la-discriminazione-lgbt-in-italia" target="_blank">Queer Blog</a></p>
<p>Guarda il <a href="http://www.queerblog.it/video/547809/uguali-ma-diversi" target="_blank">video</a></p>
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		<title>Italeñas, storia di due italiane a metà: un video per lo ius soli.</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 06:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Melina è una ragazza diciannovenne nata in Italia cui è stata rifiutata la cittadinanza perché si è trasferita in Ecuador (il Paese di origine dei suoi genitori) per meno di un anno quando ne aveva quattro. Domenica, una giornalista peruviana che vive in Italia da 22, non può diventare direttrice di una testata perché cittadina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Melina è una ragazza diciannovenne nata in Italia cui è stata rifiutata la cittadinanza perché si è trasferita in Ecuador (il Paese di origine dei suoi genitori) per meno di un anno quando ne aveva quattro. Domenica, una giornalista peruviana che vive in Italia da 22, non può diventare direttrice di una testata perché cittadina straniera.<br />
Le loro storie, accomunate da un’ingiustizia subita a causa delle storture della legge italiana sulla cittadinanza, sono raccontate nel video <em>Italeñas</em> di David Chierchini, Matteo Keffer, Davide Morandini, l’ultima delle <em>Schegge di Za</em>, una serie di documentari brevi prodotti da ZaLab con il sostegno di Open Society Foundations sulle più gravi emergenze democratiche dell’Italia di oggi.<br />
Lo scopo delle <em>Schegge</em> è raccontare le molte violazioni di diritti fondamentali che attraversano il Paese e raccogliere la voce di chi le vive sulla propria pelle.<br />
<em>Italeñas</em> nasce a supporto del lancio della campagna “Insieme per lo ius soli”, un appello alla società civile e alle associazioni per chiedere una nuova legge sulla cittadinanza.<br />
Si può aderire all’iniziativa diffondendo il video di <em>Italeñas</em> sulla rete e utilizzando il semplice claim comune Insieme per lo ius soli (hashtag #proiussoli).</p>
<p>Guarda il <a href="http://www.zalab.org/progetti-it/47#.UZYnpVKeT6Q" target="_blank">video</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=005329" target="_blank">Immigrazioneoggi</a></p>
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		<title>No Hate Speech Movement</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[No al razzismo su internet: è questo che il Consiglio d&#8217;Europa si è proposto quando, nel marzo 2013, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione contro lo hate speech online. L&#8217;iniziativa promuove un monitoraggio partecipativo della rete con lo scopo di individuare e limitare i contenuti dei siti che diffondono messaggi discriminatori. Lo hate speech, non riguarda esclusivamente le ragioni etnico-razziali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No al razzismo su internet: è questo che il Consiglio d&#8217;Europa si è proposto quando, nel marzo 2013, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione contro lo hate speech online. L&#8217;iniziativa promuove un monitoraggio partecipativo della rete con lo scopo di individuare e limitare i contenuti dei siti che diffondono messaggi discriminatori. Lo hate speech, non riguarda esclusivamente le ragioni etnico-razziali, ma è rivolto anche a donne,omosessuali e disabili, con fenomeni distorsivi emergenti quali il cyber-bullismo. Il diritto alla libertà di espressione come condizione necessaria a una società democratica è garantito dall&#8217;articolo 10 della convenzione dei diritti dell&#8217;uomo e per ora Internet ne è la più grande espressione. Ma che succede se un&#8217;individuo incita all&#8217;odio contro una persona, una categoria o una razza in un messaggio che può essere condiviso? Da qui nasce il &#8221;No Hate Speech Movement&#8221;, campagna promossa con il coinvolgimento di circa 1000 organizzazioni. E&#8217; stata avviata nel 2012 e lanciata a marzo 2013 con lo scopo di attivare una mobilitazione su più fronti per arginare attraverso un&#8217;opera di denuncia i siti che promuovono discorsi, video, immagini di incitamento all&#8217;odio.</p>
<p>La campagna è stata lanciata dal Consiglio d&#8217;Europa ma si basa su campagne nazionali degli stati membri del Consiglio. La campagna fa parte del progetto Giovani contro l&#8217;incitamento all&#8217;odio online condotto tra il 2012 e il 2014. Il progetto promuove l&#8217;uguaglianza, la dignità, i diritti umani e della diversità e mira ad un diretto coinvolgimento dei giovani attraverso azioni di intervento. Il fine del progetto, infatti, è quello di equipaggiare i giovani e le organizzazioni giovanili delle competenze necessarie per riconoscere queste violazioni dei diritti umani e di agire contro di loro. La campagna non è, ovviamente, destinata a limitare la libertà di espressione online ma mira a combattere l&#8217;ignoranza attraverso l&#8217;alfabetizzazione mediatica e una maggiore consapevolezza dei diritti. L&#8217;obiettivo è quello di limitare lo hate speech e di combattere il razzismo e la discriminazione su Internet. Gli strumenti utilizzati dal&#8221;No hate speech Movement&#8221; sono: l&#8217;Osservatorio sullo hate speech al fine di monitoraggio, un forum online per unirsi al movimento e un sito web di coordinamento per chiunque decida di diventare attivista.</p>
<p>Guarda il sito della campagna <a href="http://www.nohatespeechmovement.org/" target="_blank">No Hate Speech Movement</a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.melty.it/no-hate-speech-movement-il-razzismo-online-ha-le-ore-contate-a110636.html" target="_blank">Melty.it</a></p>
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		<title>Melting Pot, concorso di fotografia per raccontare l&#8217;Italia che cambia</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jul 2012 14:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[Raccontare l’Italia che cambia e cogliere gli aspetti più positivi ed originali della società interculturale è la sfida del concorso fotografico Melting Pot. Il concorso è promosso da  COSPE e ANSI in collaborazione con la campagna ITALIANO NATO ed è aperto a tutti, fotografi professionisti o semplici appassionati, di età non inferiore ai 18 anni. Le opere migliori saranno pubblicate su un supplemento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raccontare l’Italia che cambia e cogliere gli <strong>aspetti più positivi ed originali della società interculturale</strong> è la sfida del concorso fotografico Melting Pot. Il concorso è promosso da  COSPE e ANSI in collaborazione con la campagna<a href="http://www.italianonato.org/"> </a>ITALIANO NATO ed è aperto a tutti, fotografi professionisti o semplici appassionati, di età non inferiore ai 18 anni. Le opere migliori saranno pubblicate su un supplemento al quotidiano gratuito METRO e sui siti italiano ed internazionale del progetto Media4Us.</p>
<p>Il concorso è stato lanciato <strong>venerdì 8 giugno</strong> durante la conferenza stampa presso la Federazione Nazionale della Stampa a cui hanno partecipato il Presidente FNSI Roberto Natale, il portavoce della campagna Gianluca Melillo, il consigliere del Forum Nazionale dei Giovani Rafi Korn, il segretario generale della Fondazione Valenzi Roberto Race, il campaign manager Khalid Chaouki, Camilla Bencini per il COSPE e il cantante Amir.</p>
<p>Le fotografie dovranno avere come tema le nuove <strong>trasformazioni in atto nella società italiana</strong> e l’apporto positivo della presenza di cittadini provenienti da altri paesi. “<em>La testimonianza che chiediamo attraverso le foto è quella di una naturale appartenenza delle seconde generazioni alla società, perché crediamo che <strong>qualsiasi nascita sul suolo italiano è importante</strong> allo stesso modo e perché riteniamo che la cultura e l’identità non siano qualcosa di statico e immutabile</em>” affermano gli organizzatori.</p>
<p>La giuria che valuterà gli scatti sotto l’aspetto dell’impatto, l’originalità e la realizzazione tecnica è composta da: Giampaolo Roidi – Direttore <strong>Metro</strong>, Giulia Tornari – <strong>Agenzia Contrasto</strong>, Udo Enwereuzor – COSPE, Viorica Nechifor – ANSI, Elisa Finocchiaro – Italiano Nato. La scadenza è il <strong>15 luglio 2012</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.mmc2000.net/opportunita/melting-pot-fotografa-litalia-che-cambia/">MMC2000</a></p>
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		<title>&#8220;Made in Italy&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jul 2012 14:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[Un abito cucito insieme da mani di persone diverse, che provengono da paesi vicini e lontani. E la cui etichetta spiega come esso sia stato fatto dal 92,6 % di italiani, l’1,60% di rumeni, lo 0,80% di albanesi, lo0,75% di marocchini e il 4,31% di persone di altre etnie. Questa è l’Italia rappresentata nella campagna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un abito cucito insieme da mani di persone diverse, che provengono da paesi vicini e lontani. E la cui etichetta spiega come esso sia stato fatto dal 92,6 % di italiani, l’1,60% di rumeni, lo 0,80% di albanesi, lo0,75% di marocchini e il 4,31% di persone di altre etnie. Questa è l’Italia rappresentata nella campagna di comunicazione contro il razzismo “Made in Italy”. L’iniziativa è promossa dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dal ministero dell’Interno e realizzata dall’Unar in collaborazione con Oscad, con il contributo del Fondo europeo per l’integrazione di cittadini dei paesi terzi (Fei) del dipartimento delle libertà civili del ministero dell’Interno. Obiettivo della campagna: fornire un’immagine chiara della compresenza di cittadini stranieri nel nostro paese. Per questo è stato realizzato lo spot di 30 secondi che sarà diffuso sui canali Rai e sul circuito interno Poste italiane e Moby tv.</p>
<p>La campagna “Made in Italy” vuole essere “un volano per sensibilizzare le coscienze”, afferma Patrizia De Rose, capo dipartimento per le Pari opportunità. “Dobbiamo prevenire ogni forma di discriminazione – continua De Rose – gli spot della campagna andranno anche sulla free press e sui giornali stranieri. Questo progetto rientra in un’iniziativa più ampia di sensibilizzazione che ha coinvolto anche gli operatori della comunicazione. Per esempio abbiamo realizzato un’azione di formazione con le Scuole di giornalismo e tre seminari dal titolo Sgomberiamoli”. Il prefetto Angelo Malandrino ha ricordato che chi subisce discriminazioni si trova sempre in uno stato di fragilità e debolezza, e non sempre ha la forza di denunciare. “La nostra Costituzione ci dice che ci deve essere parità di trattamento – aggiunge Malandrino – L’accesso ai servizi deve essere un diritto e non una concessione”. Un ruolo nella cattiva rappresentazione degli stranieri lo hanno avuto anche i media e la politica, secondo Giovanni Grasso, portavoce del ministro Andrea Riccardi. “L’Italia non è un popolo di xenofobi e razzisti, ma di spaventati – afferma -. Ma il clima sta cambiando, lo sottolinea l’aver istituito un ministero che si richiama all’integrazione. Perché il futuro è nell’integrazione”.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.redattoresociale.it/DettaglioNotizie.aspx?idNews=400116">Redattore Sociale</a></p>
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		<title>Salute dei migranti:  un accordo tra l’ospedale Bambino Gesù e l’Inmp</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 10:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[Firmato  un accordo di collaborazione tra l’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (INMP), e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, per salvaguardare e migliorare la salute dei cittadini non italiani e delle famiglie italiane in procinto di partire verso mete lontane. Scopo dell’accordo  – della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Firmato  un accordo di collaborazione tra l’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (INMP), e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, per salvaguardare e migliorare la salute dei cittadini non italiani e delle famiglie italiane in procinto di partire verso mete lontane. Scopo dell’accordo  – della durata di un anno  – è migliorare l’accoglienza e la salute dei piccoli migranti e delle loro famiglie e di tutti i cittadini italiani e non italiani che si spostano da un’area all’altra della Terra. Un fronte comune di eccellenza e di impegno internazionale per rispondere all’alta mobilità delle popolazioni e al ritorno di malattie un tempo ritenute debellate nei Paesi avanzati, le cosiddette “malattie della povertà” (tubercolosi, malaria, colera, ecc.). Nel dettaglio, l’alleanza tra le due strutture di eccellenza prevede l’avvio di un servizio di consulenza pediatrica grazie all’attività del call center per l’accoglienza del bambino non italiano presso lo sportello accoglienza internazionale del Bambino Gesù (06-6859.2688, inizialmente il<br />
martedì e il giovedì, dalle 12 alle 14); l’apertura  – una volta a settimana  – di un ambulatorio pediatrico con personale del Bambino Gesù presso la sede dell’INMP; la presa in carico da parte del Bambino Gesù dei minori appositamente segnalati dall’INMP che necessitano di ricovero o di cure altamente specialistiche. L’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà, dal canto suo, garantirà la presa in carico delle famiglie segnalate dal Bambino Gesù i cui figli sono in cura presso la struttura pediatrica e l’organizzazione congiunta di appositi percorsi formativi nell’ambito della medicina transculturale. Speciale attenzione sarà inoltre rivolta anche ai piccoli italiani e allo loro famiglie in procinto di<br />
effettuare un viaggio che riceveranno tutta l’assistenza necessaria per quanto riguarda le profilassi da effettuare prima di partire. La collaborazione prevede anche la possibilità di avviare specifiche cooperazioni internazionali,<br />
dando così continuità e sviluppo alle attività di intervento che le due realtà sanitarie conducono già in numerosi Paesi esteri per migliorare le conoscenze e le competenze sanitarie in aree della Terra particolarmente critiche.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.inmp.it/index.php/ita/Area-Stampa/Archivio-Notizie/Salute-dei-migranti-siglato-l-accordo-tra-Bambino-Gesu-e-INMP">INMP</a></p>
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		<title>Fischio d&#8217;inizio per la Wind Integration Cup</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jun 2012 09:27:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[Calcio d’inizio in otto città italiane per la prima Wind Integration Cup, messa in campo da Wind con il patrocinio del Coni. Tra giugno, luglio e settembre 2012 aFirenze, Genova, Milano, Parma, Reggio Calabria, Roma, Torino e Udine – città tra le più significative in termini di presenza di immigrati – avrà luogo un torneo di calcio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Calcio d’inizio in otto città italiane per la prima Wind Integration Cup, messa in campo da Wind con il patrocinio del Coni. Tra giugno, luglio e settembre 2012 aFirenze, Genova, Milano, Parma, Reggio Calabria, Roma, Torino e Udine – città tra le più significative in termini di presenza di immigrati – avrà luogo un torneo di calcio a 5 volto a favorire l’integrazione delle comunità straniere.</p>
<p>L’impegno nel sociale e l’attenzione verso gli stranieri sono da sempre priorità di Wind. Dopo il supporto tecnico fornito al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per il Tour dell’Integrazione 2009, dove squadre di personale specializzato facevano sosta nelle città con forte presenza di immigrati per fornire informazioni pratiche sulla vita e sulle leggi in Italia, Wind, quest’anno, ha deciso di mettersi in gioco in prima persona organizzando la Wind Integration Cup, il primo torneo interculturale di calcio a 5 in Italia. Anima e motore del progetto sono la consapevolezza dell’importanza degli immigrati per l’economia del nostro Paese e il desiderio di accompagnarli in un processo di integrazione vero e completo. Ideata ed organizzata da Acciari Consulting per conto di Wind, la manifestazione si avvale del supporto tecnico e organizzativo locale dell’Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti, da sempre attenta alle tematiche dell’integrazione attraverso lo sport.</p>
<p>Simone Pacciani, presidente Lega calcio Uisp: “La nostra consolidata esperienza ci conferma che l&#8217;attività sportiva svolge una funzione di collegamento del gruppo con altri gruppi, di apertura e di relazione con il contesto sociale circostante. Il fatto di formare squadre di calcio dà continuità a questo progetto, le persone incominciano a conoscersi e a frequentarsi anche fuori dal campo. Lo sport è un elemento di coesione e di riconoscimento, che svolge un ruolo importante di integrazione tra i ragazzi dei quartiere e gli stranieri. Inoltre favorisce naturali atteggiamenti di dialogo tra culture diverse, contro ogni forma di razzismo”.</p>
<p>La Wind Integration Cup prevede una fase locale e una nazionale. Durante la fase locale in ciascuna città si confronteranno 8 squadre composte da 12 giocatori: ogni formazione dovrà avere in rosa un minimo di 7 giocatori immigrati di prima e seconda generazione. Le otto formazioni cittadine saranno divise in due gironi con partite di andata e ritorno, al termine delle quali saranno disputati dei playoff che eleggeranno la squadra vincitrice del torneo locale, qualificata di diritto alla fase nazionale. La Finale nazionale sarà disputata al centro sportivo Giulio Onesti (Acqua Acetosa) di Roma dal 14 al 16 settembre. Le vincitrici dei tornei locali si affronteranno in due gironi di sola andata per poter accedere alle semifinali e alla finale, che assegnerà la Wind Integration Cup, lo scudetto dell’integrazione.</p>
<p>Fonte: UISP</p>
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		<title>Integrazione e lotta alla discriminazione: Save the Children, 800 ragazzi italiani e di origine straniera promuovono attivamente il dialogo nella Capitale dai microfoni di UndeRadio</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 10:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>

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		<description><![CDATA[04 giugno 2012 &#8211; Si conclude oggi, con il convegno “La Parola ai Ragazzi” organizzato da Save the Children e Media Aid con il patrocinio della Federazione Nazionale Stampa Italiana, il primo anno di attività di UndeRadio, la web-radio studentesca per l’integrazione e contro le discriminazioni nata a novembre 2011 a Roma nell’ambito del progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>04 giugno 2012 &#8211; Si conclude oggi, con il convegno “La Parola ai Ragazzi” organizzato da Save the Children e Media Aid con il patrocinio della Federazione Nazionale Stampa Italiana, il primo anno di attività di UndeRadio, la web-radio studentesca per l’integrazione e contro le discriminazioni nata a novembre 2011 a Roma nell’ambito del progetto “Diversi ma uguali, la parola ai ragazzi!” che coinvolge, attraverso la partecipazione diretta, 800 studenti di 12 scuole superiori di 1° e 2° grado nei municipi I, V, VIII, XIV della Capitale.<br />
Non è casuale la scelta di Roma per la realizzazione di un progetto che vuole promuovere l’integrazione e la diversità come valore a partire dall’ambito scolastico. Gli studenti stranieri nel Lazio sono infatti passati in 10 anni da circa 14.000 a oltre 67.000, con un aumento del 360%, e, tra le province italiane, Roma è seconda solo a Milano per numero di studenti stranieri, con 52.249 iscritti che rappresentano un incremento del 31,4% rispetto al 2007/08. Gli studenti di origine straniera a Roma rappresentano l’8,2% del totale, e sono per quasi la metà (40%) nati in Italia.<br />
Non sono state poche le difficoltà affrontate da ragazze e ragazzi alle prese con i microfoni di UndeRadio, a partire dalla ricerca di un linguaggio più articolato rispetto a quello informale e facilmente ripetitivo utilizzato normalmente con gli amici, o dalla paura di raccontare per davvero se stessi di fronte ai problemi più importanti. Ma anche l’incognita di chi ti ascolta e te lo devi immaginare anche se non lo vedi pensando a come coinvolgerlo in modo efficace; o i primi incontri veri con il pubblico, in occasione delle trasmissioni in diretta dalle piazze negli eventi seguiti dalla radio. E poi l’esperienza della diversità come una “marcia in più”, quella degli speaker di origine cinese, rumena, filippina o bengalese che si alternano con sicurezza nella conduzione dei diversi programmi.<br />
Sono questi ed altri gli spunti sui quali i 60 ragazzi dai 12 ai 16 anni presenti oggi all’incontro in rappresentanza della ben più estesa redazione di UndeRadio si confrontano con alcuni tra i protagonisti del mondo dei media e dell’informazione tra cui Marino Sinibaldi (Radio3), Valentina Loiero (TG5), Carlo Paris (Raisport), Lorenzo Pavolini (autore radiofonico), Marco Cassini (Minimum Fax), Pietro Del Soldà (Radio3), Giovanni Floris (giornalista e conduttore televisivo), Lucia Ghebreghiorges (esperta di comunicazione e integrazione) e Mohamed Tailmoun (Rete G2), si confrontano con le prime esperienze radiofoniche, le difficoltà affrontate e i successi.<br />
Gli interventi dei rappresentati delle istituzioni, Marco Rossi Doria (Sottosegretario all’Istruzione) e Assunta Rosa (Vice Prefetto Dipartimento Libertà Civili e Immigrazioni), come quelli di Roberto Natale (Presidente FNSI), Valerio Neri (Direttore Generale di Save the Children) e Anna Donato (Presidente Media Aid Onlus), affrontano invece gli aspetti cruciali del tema dell’integrazione e del contrasto delle discriminazioni nei diversi ambiti dove bambini e adolescenti sono protagonisti.<br />
UndeRadio si racconta anche attraverso i numeri. 4 postazioni attrezzate per la diretta e il montaggio nella redazione centrale preso l’Istituto Comprensivo Manin di via Bixio 83, 11 redazioni ausiliarie nelle altre scuole per più di 1000 ore di trasmissione, 10 ore di programmi nei giorni feriali con 2 ore di contenuti in diretta, e nei weekend il meglio della settimana. Tra i programmi inchieste di strada condotte da ragazzi e ragazze, musica, interviste doppie tra adolescenti di diverse etnie e culture, seconde generazioni, i diritti dei minori, sport, spettacolo e arte come strumenti di dialogo interculturale, diritti dei minori e sportello legale online di Save the Children per i minori stranieri e appartenenti a minoranze etniche.<br />
Molti gli ospiti dei programmi e delle dirette di UndeRadio, tra gli altri il Presidente del Parlamento Gianfranco Fini, incontrato in occasione della giornata per la sicurezza su Internet, scrittori come Nicola La Gioia, Elena Stancanelli, Alessandro Leogrande, Marco Lodoli e Igiaba Scego, ma anche Riccardo Iacona, per affrontare i diversi aspetti dell’inchiesta giornalistica.<br />
“I giovani rappresentano meglio di tutti il volto nuovo dell’Italia che può e deve accogliere e integrare il contributo delle diverse origini a partire proprio dalla prima esperienza di socialità quotidiana che è la scuola,” ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. “UndeRadio è un laboratorio a microfoni aperti che facilita conoscenza e confronto reciproco, dove si può sperimentare concretamente la diversità come valore aggiunto per tutti, qualcosa che è istintivamente nelle corde di tutte le ragazze e i ragazzi, come dimostrano i partecipanti del progetto che dai 650 iniziali sono diventati in pochi mesi 800, e dedicano parte del loro tempo alla radio sia in orario curricolare che extracurricolare.”<br />
A differenza della maggior parte delle web-radio nate recentemente in Italia in ambito scolastico, che nascono e si sviluppano nell’ambito di un singolo istituto o scuola con un approccio prevalentemente ludico, UndeRadio ha puntato su un palinsesto fortemente tematico e sperimentato con successo un approccio di rete, mettendo a sistema i contributi di realtà tra loro diverse per tipologia di scuola, territorialità ed età degli studenti partecipanti. Una ricchezza che si riflette nella qualità dei contenuti del palinsesto e nell’ampiezza del bacino di ascolto che coinvolge un numero maggiore di persone.<br />
“La qualità del palinsesto di UndeRadio è uno dei risultati più importanti di questo progetto,” ha dichiarato Anna Donato, Presidente di Media Aid Onlus. “Penso ad esempio agli approfondimenti sui singoli articoli della Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza spiegati con esempi di vita concreti dai ragazzi, soprattutto di origine straniera ma non solo, o la discussione aperta sulla scarsa applicazione della Carta di Roma da parte degli operatori dell’informazione che, come non ricordiamo mai abbastanza, ha un impatto fortemente negativo sull’immagine di se che i minori di origine straniera percepiscono ogni giorno nel loro crescere in Italia, anche nel caso in cui ci sono nati.”<br />
Il progetto ha previsto, oltre alla modalità di “training on the job” in redazione, un percorso di formazione parallelo con il coinvolgimento di esperti, basato sulla pedagogia dei diritti e sullo sviluppo delle modalità di comunicazione più adatte alle tematiche dell’integrazione e della non discriminazione. Al termine del primo anno di attività, in occasione dell’ultima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, i ragazzi sono stati a loro volta coinvolti in qualità di “mini esperti” nella realizzazione di 3 workshop esperienziali, condotti da UndeRadio con più di 100 ragazzi delle scuole secondarie inferiori torinesi.<br />
L’esperienza di UndeRadio non si limita al solo contesto scolastico ma è uscita dalle scuole per incontrare e mettersi al servizio della comunità allargata dei quartieri in cui opera. Sono stati infatti organizzati in ciascuno dei quattro Municipi coinvolti alcuni eventi come “Il Suk delle idee” nel V e XVI, coinvolgendo più di 30 associazioni attive con bambini e adolescenti, nel I “Una radio a misura di bambini”, giornata dedicata alle iniziative e attività della comunità dell’Esquilino in collaborazione con le associazioni dei genitori, e nel VIII “La Voce di Tor Bella Monaca”, che ha coinvolto le altre scuole della zona in una azione di comunicazione congiunta protagonisti i ragazzi del quartiere.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.savethechildren.it/IT/Tool/Press/Single?id_press=486&amp;year=2012">Save the Children</a></p>
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		<title>Campagna: chi nasce qui è di qui</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini stranieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Una direttiva europea che inviti tutti gli stati membri all&#8217;approvazione di leggi nazionali per garantire ai figli degli stranieri nati in un paese europeo il diritto della cittadinanza per ius soli (diritto del suolo). È l&#8217;obiettivo dell&#8217;appello &#8220;chi nasce è di qui&#8221; promosso dall&#8217;europarlamentare David Sassòli e dal presidente dell&#8217;Anci e sindaco di Reggio Emilia, Graziano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una direttiva europea che inviti tutti gli stati membri all&#8217;approvazione di leggi nazionali per garantire ai figli degli stranieri nati in un paese europeo il diritto della cittadinanza per ius soli (diritto del suolo). È l&#8217;obiettivo dell&#8217;appello &#8220;chi nasce è di qui&#8221; promosso dall&#8217;europarlamentare David Sassòli e dal presidente dell&#8217;Anci e sindaco di Reggio Emilia, Graziano del Rio.</p>
<p>DIRITTI DEI BAMBINI &#8211; Nel testo dell&#8217;appello &#8211; che tra i suoi firmatari vede, fra gli altri, Rita Levi Montalcini, Romano Prodi, Stefano Rodotà, Andrea Camilleri, Nicola Piovani, Carlo Verdone, Claudio Baglioni, Piero Fassino &#8211; si sottolinea come in Europa milioni di bambini, figli di migranti, nascano e crescano nei paesi membri senza godere del diritto all&#8217;uguaglianza e tantomeno dello status di cittadini. Una situazione in forte contrasto con quanto sancito dalle Nazioni Unite a proposito del diritto dei bambini ad essere protetti e rispettati. A Bruxelles i firmatari chiedono dunque di garantire questi diritti e di incoraggiare il coordinamento tra i governi affinché concedano la cittadinanza per ius soli ed evitino discriminazioni nell&#8217;accesso ai diritti fondamentali.</p>
<p>IN ITALIA UN MILIONE DI MINORI &#8211; In Italia, dove il numero dei “non cittadini” nati nel nostro paese sfiora oramai il milione e dove numerose sono state le prese di posizione, a cominciare da quella del Presidente Napolitano, a favore del riconoscimento dello status di cittadino a chi nasce sul suolo nazionale, è stata recentemente presentata un’iniziativa di legge popolare che chiede di riformare la normativa attualmente in vigore (legge 91/92) estendendo l’applicazione dello ius soli. «Riconoscere la cittadinanza a ragazzi che sono nati e cresciuti in un paese diverso da quello di origine dei loro genitori &#8211; spiegano Sassòli e Del Rio &#8211; ma che di questo paese parlano la lingua, che in questo paese studiano, consumano e si relazionano non è semplicemente un atto di buon senso ma una battaglia di civiltà imprescindibile per un paese che voglia definirsi democratico e in grado di affrontare le sfide del futuro.</p>
<p>L&#8217;INIZIATIVA A ROMA- Poi, oltre all&#8217;appello, per portare all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica la questione, per il 31 maggio è stata organizzata una manifestazione a Roma in piazza San Silvestro con musica e interventi delle comunità straniere residenti in Italia, del mondo dell&#8217;associazionismo italiano e cattolico, i rappresentanti sindacali e politici. Il tutto senza bandiere e colori. Perché la cittadinanza è un diritto di tutti.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_09/appello-cittadinanza-_84713e06-99da-11e1-85ab-3c2c8bfb44fd.shtml">Il corriere della sera.it</a></p>
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		<title>L&#8217;Italia sono anch&#8217;io : ‘Io non posso votare’</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini stranieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prossimo 6 e 7 maggio si voterà in oltre mille comuni italiani. Di questi 28 sono capoluoghi di provincia e 4 anche capoluoghi di Regione. In totale, comprendendo i comuni delle regioni a statuto speciale, saranno chiamati al voto più di 9 milioni di elettori. Considerando solo i comuni maggiori, una percentuale in taluni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Il prossimo 6 e 7 maggio si voterà in oltre mille comuni italiani. Di questi 28 sono capoluoghi di provincia e 4 anche capoluoghi di Regione. In totale, comprendendo i comuni delle regioni a statuto speciale, saranno chiamati al voto più di 9 milioni di elettori.<br />
Considerando solo i comuni maggiori, una percentuale in taluni casi superiore al 10% di potenziali elettori (per esempio a Como, Parma, Verona e Piacenza, dove si arriva addirittura al 14,4%) verrà esclusa dal voto perché non in possesso della cittadinanza italiana. Si tratta di cittadini di origine straniera non comunitari, residenti regolarmente in quei comuni spesso da anni, del tutto integrati nella vita della comunità in cui vivono, studiano e lavorano e che tuttavia si vedono interdetta la possibilità di partecipare alla scelta di chi dovrà amministrarli. Nei comuni capoluoghi che andranno al voto, solo 4024 persone, l’1,5% del totale degli stranieri residenti in quelle città, ha infatti ottenuto la cittadinanza nel 2010 e potrà partecipare alla consultazione. Una percentuale limitatissima, dovuta alle difficoltà di dimostrare il possesso dei requisiti richiesti dalla legislazione attuale.<br />
In totale, ad oggi, ben il 5,3% della popolazione residente non può votare. Per rendere visibile questa situazione, la Campagna l’Italia sono anch’io distribuirà, nei comuni interessati dalla consultazione, un adesivo (immagini in allegato) con la frase ‘Io non posso votare’.<br />
Per superare questa palese ingiustizia, più di 100mila cittadine e cittadini italiani hanno sottoscritto le proposte di legge di iniziativa popolare presentate dalla Campagna l’Italia sono anch’io, una sulla cittadinanza e l’altra per introdurre il diritto di voto alle consultazioni amministrative senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalità.<br />
Il testo che la Campagna ha adottato è stato elaborato dall’Anci nel 2005 e mette in atto un principio contenuto nella convenzione di Strasburgo del 1992 sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale. Il nostro Paese non ha mai ratificato la lettera C della Convenzione, che riguarda proprio il diritto di voto. La proposta di legge prevede invece che sia garantito il diritto all’elettorato attivo e passivo alle elezioni comunali, provinciali e regionali anche a chi non sia cittadino italiano dopo cinque anni di regolare soggiorno in Italia.<br />
La Campagna l’Italia sono anch’io, alla vigilia dell’importante consultazione amministrativa, ribadisce la necessità di approvare al più presto una normativa che assicuri questo fondamentale diritto anche a chi oggi ne è escluso. A supporto della proposta, una serie di dati (in allegato) che dimostrano quanto ampia sia la percentuale di esclusi soprattutto in alcune città, tanto da mettere in dubbio l’effettiva attuazione del principio del ‘suffragio universale’ previsto dalla nostra Costituzione.<br />
Ricordiamo che L’Italia sono anch’io è stata promossa, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, da 19 organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco) col sostegno dell’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci Graziano Delrio.</div>
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<div align="justify">Fonte: <a href="http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=2170&amp;l=it">ASGI</a></div>
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