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	<title>CIRDI &#187; Istruzione</title>
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	<description>Centro di informazione su razzismo e discriminazioni in Italia</description>
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		<title>Quasi 800.000 studenti di origine &#8220;straniera&#8221;, ma la metà di loro è nato in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 08:29:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA - Nel 2001 erano meno di 200mila, oggi sono quasi 800mila. Dal numero degli studenti di cittadinanza non italiana si capisce quanto e come sia cambiata negli ultimi dieci anni la società italiana. E soprattutto la scuola italiana. Oggi gli studenti senza passaporto italiano rappresentano l&#8217;8,4% della popolazione scolastica complessiva e sono 755.939, concentrati soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">ROMA - Nel 2001 erano meno di 200mila, oggi sono quasi 800mila. Dal numero degli studenti di cittadinanza non italiana si capisce quanto e come sia cambiata negli ultimi dieci anni la società italiana. E soprattutto la scuola italiana. Oggi gli <strong>studenti senza passaporto italiano</strong> rappresentano l<strong>&#8217;8,4%</strong> della<strong> popolazione scolastica</strong> complessiva e sono 755.939, concentrati soprattutto nelle regioni del centro Nord e nel Lazio. Tra le regioni, a primeggiare è la Lombardia con 184.592 alunni stranieri, seguita da Veneto (89.367), Emilia Romagna (86.944), Lazio (72.632) e Piemonte (72.053). Il quadro attuale emerge dal Rapporto &#8220;Alunni con cittadinanza non italiana. Approfondimenti e analisi. A.s. 2011/2012&#8243;, elaborato dal ministero dell&#8217;Istruzione e dalla fondazione Ismu.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cambiamento, spiegano le cifre del Rapporto, è ormai un fatto strutturale. Si è passati infatti da 196.414 alunni del 2001/2002 (il 2% sulla popolazione scolastica complessiva) alle 755.939 unità del 2011/12. I più numerosi sono i ragazzi <strong>romeni</strong> (141.050), seguiti dagli <strong>albanesi</strong> (102.719) e dai <strong>marocchini</strong> (95.912). In crescita soprattutto gli alunni moldavi (+ 12,3%) e ucraini (+ 11,7%) nelle scuole primarie e quelli filippini nelle scuole medie (+8,5%) e superiori (+11,2%).</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; cresciuto notevolmente anche il numero dei <strong>nati in Italia</strong>, che ormai rappresentano il <strong>44,2%</strong> degli studenti con cittadinanza non italiana (334.284). Solo cinque anni fa erano meno di 200 mila (34,7%). Nelle scuole dell&#8217;infanzia, poi, i bambini stranieri nati in Italia sono addirittura l&#8217;80,4% (126 mila), ma in alcune regioni la percentuale è ancora più alta e supera l&#8217;87% in Veneto e l&#8217;85% nelle Marche, mentre sfiora l&#8217;84% in Lombardia.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aumento più significativo di alunni di cittadinanza straniera ha riguardato le scuole secondarie di secondo grado &#8211; dove sono passati dal 14% del 2001/2002 al 21,8% del 2011/2012 &#8211; a cui si rivolgono per l&#8217;<strong>istruzione professionale</strong> (frequentata dal<strong> 39,4%</strong> del totale degli stranieri) e<strong> tecnica</strong> (<strong>38,3%</strong>), seguita a distanza dall&#8217;istruzione liceale o artistica (22,3%).</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto inoltre descrive un sistema scolastico con 415 casi di scuole con 50% o più di alunni stranieri. Una situazione che si riscontra con almeno un caso in due terzi delle province italiane e che raggiunge i suoi apici a Milano (55 scuole), Torino (34) e Brescia (32).</p>
<p style="text-align: justify;">Un capitolo a parte nel Rapporto viene infine dedicato agli <strong>alunni rom, sinti e caminanti</strong>. E i risultati dell&#8217;indagine non sono incoraggianti: gli iscritti infatti diminuiscono. Sono 11.899 gli alunni rom iscritti nell&#8217;anno scolastico 2011/2012, il numero più basso degli ultimi cinque anni, che segna un -3,9% rispetto al 2010/2011. Significativo poi il calo di iscritti nelle <strong>scuole superiori di secondo grado</strong> (con una variazione del <strong>-26%</strong> dal 2007/2008 al 2011/2012), scesi a sole 134 unità, di cui 10 in tutto il Nord Ovest.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2013/03/14/news/gli_studenti_di_origine_straniera_sono_755_mila-54562728/?ref=HREC1-5">La Repubblica.it</a></p>
<p>Leggi il <a href="http://www.ismu.org/upload/files/5141bef873b84.pdf">comunicato stampa</a> MIUR-Fondazione ISMU</p>
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		<title>Ministero Istruzione: 9% di alunni stranieri nell&#8217;anno scolastico 2011/2012</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 15:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[TORNANO ad aumentare a ritmo sostenuto gli alunni stranieri in Italia. Dopo due anni, in cui il fenomeno si era affievolito, il 2011/2012 ha rivisto un incremento importante della loro presenza tra i banchi scolastici nel Paese. Adesso, gli alunni censiti come non italiani rappresentano poco meno del 9 su cento, quasi 756 mila, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">TORNANO ad aumentare a ritmo sostenuto gli <strong>alunni stranieri</strong> in Italia. Dopo due anni, in cui il fenomeno si era affievolito, il 2011/2012 ha rivisto un incremento importante della loro presenza tra i banchi scolastici nel Paese. Adesso, gli alunni censiti come non italiani rappresentano poco meno del <strong>9 su cento</strong>, quasi 756 mila, con presenza ancora più marcata nel primo ciclo: scuola dell&#8217;infanzia, primaria e media. Ma il dato che più salta all&#8217;occhio è che fra questi c&#8217;è stato un forte incremento (del 13,6%) degli studenti che sono ufficialmente &#8220;stranieri&#8221;, ma in realtà sono nati in Italia da genitori non italiani. Questo dato testimonia l&#8217;ampiezza di un problema di cui in molti chiedono la soluzione. Il nostro Paese, infatti, rimane ancorato a una legge del 1992 (della quale più volte si è chiesta la riforma) che contempla la norma dello <em>ius sanguinis</em> (si acquista la cittadinanza dei genitori) e non prevede lo <em>ius soli</em> (si è cittadini del Paese dove si nasce).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo report del ministero dell&#8217;Istruzione su &#8220;Gli alunni con cittadinanza non italiana nel sistema scolastico italiano: anno scolastico 2011/2012&#8243;, fotografa una situazione in cui la &#8220;presenza degli alunni con cittadinanza non italiana  -  si legge nella presentazione dei dati  -  si configura come un fenomeno ormai strutturale e, allo stesso tempo, in continuo movimento: sia per l&#8217;incremento annuale sia per le variabili che lo determinano&#8221;.<br />
In un solo anno  -  dal 2010/2011, all&#8217;anno scorso  -  la pattuglia degli stranieri si è incrementata di 45.676 unità, parecchi di più dei 36 mila ingressi nel sistema scolastico nazionale dell&#8217;anno precedente. &#8220;Nonostante  -  spiega lo studio  -  il numero degli studenti con cittadinanza non italiana sia stato sempre in crescita, l&#8217;incremento registrato di anno in anno risultava decrescente. Quest&#8217;anno il fenomeno è invece in controtendenza, infatti, per la prima volta la variazione percentuale è maggiore di quella dell&#8217;anno precedente&#8221;.<br />
Ma <strong>delle 45 mila new entry</strong> del 2011/2012, ben <strong>34 mila sono</strong> stranieri <strong>nati sul suolo italico</strong>, censiti come tali soltanto perché nati da uno o entrambi i genitori nati all&#8217;estero. In Italia, in totale, 44 alunni stranieri  -  percentuale che sale all&#8217;80 per cento alla materna  -  su cento (334.284 alunni) sono nati tra i confini italiani. Un dato che rimette al centro dell&#8217;attenzione la possibilità di concedere la cittadinanza italiana agli stranieri nati in Italia. Per il resto, lo studio conferma le difficoltà incontrate dagli alunni stranieri rilevate negli anni precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente per ragioni economiche, la <strong>presenza degli alunni stranieri</strong> è maggiore nelle scuole statali rispetto alle scuole private. Ed è concentrata nelle <strong>regioni settentrionali</strong>, dove le opportunità di lavoro continuano ad essere migliori rispetto alle altre aree del paese. Quasi due stranieri su tre frequentano infatti le scuole del Nord (491 mila in totale), e appena l<strong>&#8217;11,7% le regioni meridionali</strong>. Le regioni con le presenze più massicce sono la Lombardia, l&#8217;Emilia Romagna e l&#8217;Umbria. Le scuole dove la percentuale di stranieri supera il 30 per cento sono pochissime  -  2.499  -  e quasi tutte concentrate al Nord.<br />
E in alcune realtà la presenza di alunni stranieri supera addirittura il 20 per cento. E&#8217; il caso di comuni come Campi Bisenzio (22, 2 per cento), in Toscana, Mirandola (20,5 per cento), in Emilia Romagna, Arzignano (21,2 per cento), in Veneto, Montichiari (20,9 per cento) e Pioltello in Lombardia con quest&#8217;ultimo che si avvicina addirittura al 30 per cento: il 28,1 per cento. Resta quella rumena (con 141.050 presenze) la nazionalità più presente in Italia, seguita da quella albanese (102.719 presenze) e marocchina, con 95.912 alunni stranieri. E anche la comunità cinese sta facendosi strada.</p>
<p>Ma il report sottolinea anche le difficoltà che incontrano gli alunni stranieri a seguire il passo dei compagni. Se infatti 3 alunni stranieri su cento risultano iscritti in anticipo rispetto all&#8217;età canonica di ingresso all&#8217;anno che frequentano, la percentuale di<strong> iscritti in ritardo</strong> risulta prossima al <strong>40%.</strong> E il tasso di ripetenze per anno di corso, più frequenti alla scuola superiore, confermano che l&#8217;integrazione segna ancora il passo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/10/29/news/aumentano_alunni_stranieri_nelle_classi-45525922/?ref=HREC2-11">Repubblica.it</a></p>
<p>Leggi il <a href="http://www.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/ac861a31-5970-46f8-ba7b-03bcf4cbb57a/notiziario_stranieri_11_12.pdf">report</a></p>
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		<title>Ministero dell’istruzione: una scuola sempre più interculturale</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 08:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Alunni con cittadinanza non italiana. Verso l’adolescenza è il rapporto realizzato dal Ministero dell’istruzione sulla presenza dei minori stranieri nell’anno scolastico 2010/11. Il volume fotografa la situazione degli iscritti in tutti gli ordini scolastici con un approfondimento sulle scuole secondarie di secondo grado. Il report si articola in cinque capitoli che descrivono i tratti distintivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alunni con cittadinanza non italiana. Verso l’adolescenza</em> è il rapporto realizzato dal Ministero dell’istruzione sulla presenza dei minori stranieri nell’anno scolastico 2010/11.<br />
Il volume fotografa la situazione degli iscritti in tutti gli ordini  scolastici con un approfondimento sulle scuole secondarie di secondo  grado.<br />
Il report si articola in cinque capitoli che descrivono i tratti  distintivi delle presenze (distribuzione nei diversi ordini e gradi,  nati in Italia, nuovi ingressi, cittadinanze, nomadi, ecc.), le  dinamiche e le differenze territoriali a livello regionale e  provinciale, le caratteristiche degli allievi delle secondarie di  secondo grado e la questione della scelta scolastica, i problemi legati  agli esiti negativi e al ritardo rispetto al regolare percorso di studi,  con un breve excursus finale sulla realtà delle scuole di alcuni Paesi  europei (Francia, Germania, Spagna, Svizzera).<br />
Dall’analisi statistica emerge che gli alunni con cittadinanza non  italiana si confermano come una realtà strutturale del nostro Paese:  nell’a.s. 2010/11 erano 711.064 con una dinamica in continua crescita,  anche se negli ultimi anni si sta verificando un rallentamento  nell’incremento.<br />
Gli iscritti stranieri corrispondono al 7,9% del totale della  popolazione studentesca in Italia: è ancora una volta la scuola primaria  ad accogliere la maggioranza di essi, anche se l’aumento più  significativo nell’ultimo decennio ha riguardato le scuole secondarie di  secondo grado. Nell’ultimo anno, inoltre, continuano a crescere i nati  in Italia, mentre diminuiscono gli alunni entrati per la prima volta nel  sistema scolastico italiano.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=003721">Immigrazione Oggi</a></p>
<p>Scarica il <a href="http://ismu.org/upload/files/4ed629805d6a2.pdf">report</a></p>
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		<title>I ritardi scolastici a 11 e 13 anni: quali i fattori di rischio</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 08:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[seconde generazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricerca, realizzata in collaborazione dalla Fondazione Giovanni Agnelli e dall’équipe del Dipartimento di Sanità Pubblica e Microbiologia (DSPM) dell’Università di Torino, guidata dal Prof. Franco Cavallo, impiega in modo inedito i dati dell’indagine internazionale HBSC (Health Behavior in School-aged Children), patrocinata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità,  svolta in 43 paesi e orientata a studiare fenomeni e comportamenti che possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La ricerca, realizzata in collaborazione dalla Fondazione Giovanni Agnelli e dall’équipe del Dipartimento di Sanità Pubblica e Microbiologia (DSPM) dell’Università di Torino, guidata dal Prof. Franco Cavallo, impiega in modo inedito i dati dell’indagine internazionale HBSC (Health Behavior in School-aged Children), patrocinata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità,  svolta in 43 paesi e orientata a studiare fenomeni e comportamenti che possono avere effetti sulla salute dei ragazzi di 11, 13 e 15 anni che frequentano la scuola secondaria di primo e secondo grado. Lo studio andrà a fare parte del più ampio Rapporto sulla scuola in Italia della Fondazione Agnelli, che sarà presentato in autunno e sarà interamente dedicato alla scuola media. Una sintesi della ricerca – curata in particolare da Gianfranco De Simone (FGA) e da Paola Berchialla (DSPM) – è stata anticipata oggi da un dossier del La Stampa.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati rivelano che in media lo studente con percorso di studi irregolare è maschio e ha un background socio-economico e culturale svantaggiato. Tuttavia, è soprattutto l’origine straniera a costituire un fattore di rischio per il ritardo scolastico. Uno studente di seconda generazione (figlio di stranieri nato in Italia) arriva alle scuole medie senza un condizione di ritardo statisticamente diversa da quella di un italiano. Ma entro la III media la sua probabilità di perdere uno o più anni per strada cresce fino a diventare di 3,5 volte superiore a quella di un suo compagno di classe italiano. Purtroppo ancora più accentuato è il divario tra italiani e studenti figli di stranieri arrivati in Italia in età scolare (la cosiddetta generazione 1,5): la probabilità di essere in ritardo in I media è di circa 18 volte superiore a quella di un italiano, 19 volte in III media! Ciò in parte si spiega in ragione dei problemi linguistici e di adattamento al nuovo contesto che ostacolano i giovani stranieri i quali hanno bisogno di più tempo per trovare il giusto ritmo scolastico. L’enorme differenziale di rischio è, però, anche frutto di una pratica didattico-organizzativa che non appare adeguata a prevenirlo e contenerlo: non solo i nuovi arrivati vengono spesso inseriti in classi non corrispondenti all’età anagrafica, e inferiori ad essa, cumulando così un ritardo scolastico, rispetto ai coetanei di uno, due o più anni, ma anche rare o inesistenti risultano essere le forme di sostegno specifico alle difficoltà che i ragazzi di origine straniera – anche quando bene integrati nella loro classe – possono incontrare nello studio. Con effetti particolarmente negativi sul diritto di tutti i ragazzi della scuola dell’obbligo a beneficiare di pari opportunità di apprendimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.fga.it/home/i-documenti/interventi/dettaglio-documento/article/i-ritardi-scolastici-a-11-e-13-anni-quali-i-fattori-di-rischio-295.html" target="_blank">Fondazione Giovanni Agnelli</a></p>
<p style="text-align: justify;">Leggi il <a href="http://www.fga.it/uploads/media/Fondazione_Agnelli_e_DSPM_-_I_ritardi_scolastici__sintesi_ricerca_HBSC_.pdf" target="_blank">rapporto</a>.</p>
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		<title>Stranieri si nasce&#8230; e si rimane?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 15:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[studenti stranieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’ampia letteratura evidenzia il profondo divario tra studenti italiani e stranieri nelle scelte dei percorsi scolastici successivi alla licenza media. Questo differenziale riguarda sia la decisione di interrompere la carriera scolastica, sia le preferenze sulla scuola nella quale proseguire gli studi, in particolare tra quelle orientate a garantire sbocchi professionali immediati (istituti tecnici e professionali) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un’ampia letteratura evidenzia il profondo divario tra studenti italiani e stranieri nelle scelte dei percorsi scolastici successivi alla licenza media. Questo differenziale riguarda sia la decisione di interrompere la carriera scolastica, sia le preferenze sulla scuola nella quale proseguire gli studi, in particolare tra quelle orientate a garantire sbocchi professionali immediati (istituti tecnici e professionali) e quelle che preparano alla continuazione del percorso formativo (licei).<br />
Le analisi presentate in questo lavoro, basate su dati di fonte istituzionale, confermano che le differenti scelte scolastiche degli studenti italiani e stranieri sono pesantemente influenzate, al netto dei tradizionali fattori, status culturale ed economico e abilità scolastica, dal fatto stesso di essere stranieri.<br />
A parità delle altre condizioni, si riscontra una discriminazione specifica nei confronti dei cittadini stranieri che sono quindi portati a “rivedere al ribasso” i propri percorsi formativi (maggiore probabilità di abbandonare, minore probabilità di avviare un percorso che possa proseguire fino all’università). Questa situazione, oltre a rappresentare un fattore di iniquità sociale, configura un utilizzo inefficiente delle risorse costituite dalle abilità degli studenti stranieri.</p>
<p>Scarica il <a href="http://www.cirdi.org/wp/wp-content/uploads/documenti/studi-e-ricerche/istruzione/Stranieri%20si%20nasce%20e%20si%20rimane.pdf" target="_blank">rapporto</a>.</p>
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		<title>Rapporto Raxen &#8211; Rom, Sinti e Camminanti nell&#8217;istruzione pubblica</title>
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		<pubDate>Tue, 02 May 2006 09:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rapporto Raxen pubblicato nel maggio 2006 dall&#8217;EUMC (European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia) illustra la situazione dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti nel sistema dell&#8217;istruzione pubblica dei paesi dell&#8217;Unione Europea. Lo studio comparativo è stato realizzato ponendo un&#8217;attenzione particolare su diseguaglianza e discriminazione nella scuola pubblica; sui fattori che influenzano l&#8217;educazione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rapporto Raxen pubblicato nel maggio 2006 dall&#8217;EUMC (European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia) illustra la situazione dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti nel sistema dell&#8217;istruzione pubblica dei paesi dell&#8217;Unione Europea. Lo studio comparativo è stato realizzato ponendo un&#8217;attenzione particolare su diseguaglianza e discriminazione nella scuola pubblica; sui fattori che influenzano l&#8217;educazione dei Rom e dei Camminanti; sulle politiche, misure ed iniziative dell&#8217;istruzione nazionale; sui cambiamenti per un&#8217;inclusione sociale e sulle politiche anti-discriminazione. Risulta evidente che bambine/bambini e ragazze/ragazzi appartenenti alle comunità Rom, Sinti e Camminanti sono vittime di discriminazione diretta e sistematica e sono soggetti ad esclusione nella scuola pubblica. Cospe, National Focal Point italiano, ha illustrato la situazione sul tema riferendosi a dati e statistiche del periodo che intercorre tra il 1999 e il 2004.</p>
<p>Scarica il rapporto <a href="http://www.cirdi.org/wp/wp-content/uploads/2011/01/roma_report-maggio20061.pdf" target="_blank">comparativo</a> (inglese).</p>
<p>Scarica il rapporto sull&#8217;Italia in <a href="http://www.cirdi.org/wp/wp-content/uploads/2011/01/ITRoma-Sinti-Travellers-in-public-eduction1.pdf" target="_blank">inglese</a> e in <a href="http://www.cirdi.org/wp/wp-content/uploads/2011/01/TraduzioneITRomaSinti1.pdf" target="_blank">italiano</a>.</p>
<p><a href="http://www.cirdi.org/wp/wp-content/uploads/2011/01/TraduzioneITRomaSinti1.pdf" target="_blank"></a></p>
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		<title>Rapporto Raxen &#8211; Migranti, minoranze ed istruzione</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2004 11:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporti cirdi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo rapporto Raxen del giugno 2004 si basa su dati raccolti dal 2001 al 2003 per l&#8217;EUMC (European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia) dai National Focal Points. Questa analisi comparativa tra i 15 paesi membri dell&#8217;Unione Europea prende in esame nella prima parte le pratiche ed i trattamenti discriminatori nel settore dell&#8217;educazione a cui sono soggetti migranti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo rapporto Raxen del giugno 2004 si basa su dati raccolti dal 2001 al 2003 per l&#8217;EUMC (European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia) dai National Focal Points. Questa analisi comparativa tra i 15 paesi membri dell&#8217;Unione Europea prende in esame nella prima parte le pratiche ed i trattamenti discriminatori nel settore dell&#8217;educazione a cui sono soggetti migranti e minoranze. La seconda sezione è invece dedicata alla presentazione di buone pratiche ed infine il rapporto si conclude con delle raccomandazioni rivolte all&#8217;Unione Europea e agli Stati membri.</p>
<p>Scarica il <a href="http://www.cospe.it/cospe/uploads/documenti/allegati/raxenmigranti_minoranze_ed_educazione2004.pdf" target="_blank">rapporto</a> (inglese).</p>
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		<title>Rapporto Raxen &#8211; Discriminazioni verso i migranti e le minoranze nell&#8217;istruzione in Italia (Rapporto analitico)</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Nov 2002 15:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporti cirdi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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		<category><![CDATA[minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[raxen]]></category>
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		<description><![CDATA[Cospe, come National Focal Point italiano del progetto Raxen, ha pubblicato nel novembre del 2002 un rapporto analitico sulle discriminazioni verso i migranti e le minoranze nel settore dell&#8217;istruzione. Il rapporto contiene una descrizione del contesto educativo nazionale condotta attraverso un&#8217;analisi del fenomeno della presenza sempre maggiore di studenti di origine straniera nella scuola italiana. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cospe, come National Focal Point italiano del progetto Raxen, ha pubblicato nel novembre del 2002 un rapporto analitico sulle discriminazioni verso i migranti e le minoranze nel settore dell&#8217;istruzione.</p>
<p>Il rapporto contiene una descrizione del contesto educativo nazionale condotta attraverso un&#8217;analisi del fenomeno della presenza sempre maggiore di studenti di origine straniera nella scuola italiana. Lo studio si concentra inoltre sul processo di inclusione degli studenti immigrati a scuola e propone una panoramica delle misure normative e delle iniziative interculturali più significative.</p>
<p>Scarica il <a href="http://www.cirdi.org/wp/wp-content/uploads/2002/12/Raxen-Rapporto-su-Discriminiazione-verso-i-migranti-e-minoranze-nelleducazione-Italia-2002-2003.pdf" target="_blank">rapporto</a> (inglese).</p>
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