Discriminazione nei locali notturni: il test dell’EGAM
Sabato scorso (26 maggio), a distanza di circa un anno dai risultati dei primi test (marzo e giugno 2011), l’European Grassroots Antiracist Movement (EGAM) ha verificato in 6 Paesi (Austria, Francia, Italia, Romania, Norvegia e Serbia) le discriminazioni nei luoghi del divertimento. I risultati mostrano “la persistenza della discriminazione razziale in un locale su quattro. Al 25% del campione è stato negato l’accesso perché nero, arabo o Rom. Questo livello molto elevato di discriminazione razziale è simile a quanto mostrato durante i testing dello scorso anno”.
L’obiettivo della ricerca “è quello di coinvolgere attivamente le istituzioni europee contro il razzismo e l’antisemitismo. Le autorità locali, in particolare i comuni, possono agire concretamente. Ad esempio, dopo la prova dello scorso anno la città di Varsavia ha deciso di modificare i contratti stipulati con i luoghi di intrattenimento includendo una clausola contro le discriminazioni e imponendo la chiusura dei locali in caso di violazioni. Quello di Varsavia è un esempio da seguire per tutte le autorità locali in Europa”.
In Italia a effettuare il test è stato SOS Razzismo. “Quest’anno, membri di SOS di quattro diverse nazionalità (senegalese, marocchina, colombiana e italiana) – spiega il segretario nazionale, Angela Scalzo – con una equipe di supporto formata da un avvocato e due formatori dell’associazione, si sono recati in tre note discoteche palermitane: il testing effettuato non ha evidenziato segni di discriminazione nell’accesso, anche se all’interno di alcuni locali si sono verificate discriminazioni legate al servizio erogato al cliente”.
Fonte: La Repubblica.it
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