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Maxi-rissa al Cara di Foggia oltre 100 gli immigrati coinvolti

FOGGIA - Il sovraffollamento del Centro di accoglienza dei richiedenti asilo di Borgo Mezzanone e le tensioni interne tra le varie etnie presenti ha causato l’ennesima rissa, cui hanno partecipato circa 100 persone, scoppiata per un posto occupato sull’autobus che dal Cara porta in centro a Foggia. Ancora una volta teatro della discordia è l’affollatissimo autobus 24, dove Emre Dondurma, 19enne turco di etnia curda era salito, tenendo per tre suoi connazionali il posto occupato. Alcuni africani non hanno gradito il gesto e hanno insistito per sedersi. Da una banale discussione è nata una maxi-rissa: i litiganti sono scesi dall’autobus e hanno iniziato a picchiarsi, supportati dai rispettivi connazionali. Dopo pochi minuti i partecipanti erano un centinaio. Immediato l’intervento dei carabinieri in servizio al Cara e dei rinforzi: è stato necessario l’arrivo di una trentina di militari per sedare la rissa durante la quale Dondurma ha scagliato nei confronti degli africani una lancia rudimentale lunga quasi un metro, ottenuta con un grosso coltello da macellaio, forse sottratto alle cucine del campo ed un tubo di ferro, uno strumento che facilmente avrebbe potuto uccidere, con una lama lunga circa 25 centimetri. Il 19enne è stato arrestato, mentre due curdi e un africano hanno fatto ricorso alle cure dell’infermeria del campo, ma non sono in gravi condizioni.
L’autobus “24″, che collega il Cara di Mezzanone a Foggia, è motivo di discordia dal giorno della sua istituzione. Numerose le risse tra foggiani ed immigrati, ma anche tra residenti al centro accoglienza della frazione di Manfredonia che appartengono a diverse etnie spesso in disaccordo tra loro. Ad aprile di due anni fa il “24″ fu protagonista di un caso clamoroso che portò all’istituzione di due servizi differenziati attivi tutt’oggi: oltre alla linea per Mezzanone, infatti, l’Ataf istituì anche un “24″ differenziato, utilizzato esclusivamente dagli extracomunitari. Le due linee 24 non avevano la stessa fermata: per gli immigrati era possibile salire al centro di accoglienza e giungere al capolinea della stazione ferroviaria di Foggia, mentre i residenti di Borgo Mezzanone salivano nel centro abitato e scendevano in via Galliani, a circa trecento metri e nei pressi della villa comunale. Le due linee diverse furono istituite dopo un accordo con la prefettura e per motivi di ordine pubblico, all’indomani dei numerosi episodi d’intolleranza da parte degli abitanti della borgata, stanchi di furti e molestie da parte degli immigrati. Più volte, gli autisti degli autobus erano stati aggrediti e avevano fatto richiesta di automezzi della polizia a scorta dei pullman di linea. Il caso, ovviamente, scatenò la polemica e si parlò di razzismo e “apartheid alla foggiana”, ma l’azienda di trasporti più volte intervenne per confermare come entrambi gli autobus fossero a disposizione di chiunque volesse percorrere il tragitto, italiani e stranieri.

Fonte: La Repubblica

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Scritto da il apr 16 2012. Registrato sotto Notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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