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«Tu non giochi, sei straniero». Il pubblico ministero: è razzismo

Prima un sms sul cellulare: «Sono spiacente ma domani puoi venire solo tu, Roberto, e non il tuo amico. Distinti saluti, vice presidente Dark Ace». E poi dal vivo: «Non puoi partecipare perchè sei extracomunitario e non puoi far parte del gruppo. Questo è un gruppo che non accetta extracomunitari». A nulla valsero le rimostranze: «Sono un cittadino italiano», perchè la replica fu «Non importa se sei cittadino italiano. Scusa, non è razzismo, se vuoi ci vediamo a mangiare insieme quando vuoi».
Questo comportamento, per il pubblico ministero Marco Peraro, configurò la violazione della legge 654 del 1975, poi aggiornata dalla legge Mancino che punisce gli atti di discriminazione razziale. Prima di essere trasferito a Padova, il pm aveva chiuso le indagini e chiesto il giudizio. Ora l’udienza è stata fissata: Stefano Lucon, 44 anni, originario di Sandrigo ma residente a Grantorto, dovrà presentarsi in tribunale il 14 gennaio prossimo. Difeso dall’avv. Davide Pignatelli, respinge con forza le contestazioni.
Il caso risale al 31 agosto 2008 ed avvenne a Cavazzale di Monticello Conte Otto vicino all’hotel Rizzi. Due amici, un professionista vicentino e un dentista di origini uruguaiane, avevano saputo che era in programma una gara di soft air, il gioco che simula la guerra in campi e boschi, e che costituisce attività sportiva. Volevano partecipare, avevano chiamato il numero del presidente trovato in una locandina ed erano stati rimandati al suo vice, Lucon. Avevano preso accordi per quella mattina e si erano presentati. Con sorpresa, il vicentino aveva ricevuto l’sms; essendo già in viaggio, a Cavazzale erano andati lo stesso ma l’uruguaiano aveva scoperto di non poter giocare. Se n’erano andati assieme. Il dentista aveva sporto denuncia in procura; le indagini erano state curate dalla polizia.
«Il dibattimeno è il luogo idoneo per sviscerare la vicenda, che mi ha personalmente amareggiato e infastidito», ha detto il patrono di parte civile, l’avv. Agron Xhamaj. «Sono falsità», si è sempre difeso l’imputato.

Fonte: Il Giornale di Vicenza

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Scritto da il giu 2 2012. Registrato sotto Notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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