L’Italia a due anni dalle raccomandazioni del Consiglio ONU per i diritti umani
Secondo Rapporto di monitoraggio delle Organizzazioni Non Governative e Associazioni del Comitato per la Promozione e Protezione dei Diritti Umani. Il Comitato per la Promozione e Protezione dei Diritti Umani è una rete di 86 associazioni e organizzazioni non governative italiane che operano nel settore dei diritti umani per la loro promozione. È stato creato nel 2002 su iniziativa della Fondazione Basso–Sezione Internazionale da un gruppo di organizzazioni non governative attive nel campo dei diritti umani con il supporto di un gruppo di esperti in diritti umani.
In relazione alla fruizione da parte dei cittadini immigrati dei benefici sociali previsti dalla normativa italiana in materia di sostegno al reddito familiare e alla funzione genitoriale o di cura dei familiari si evidenziano profili discriminatori diretti o indiretti, in contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza e ragionevolezza,
nonché con il principio di non discriminazione di cui al diritto internazionale ed europeo (CEDU).
Per quanto attiene ai diritti delle minoranze, il rapporto rileva che il nuovo Governo insediatosi a novembre 2011 ha redatto un documento chiamato Strategia nazionale di inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti.
Si è preso atto della necessità, non solo di fornire all’Unione Europea le risposte che sono fino ad oggi mancate ma contemporaneamente di segnare una strategia che possa guidare nei prossimi anni, una concreta attività di inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti (RSC) , superando definitivamente la fase emergenziale che ha caratterizzato l’azione soprattutto nelle grandi aree urbane.
In alcune visite realizzate nel 2011-2012 presso i Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) di Roma, Bologna e Torino è stata constatata una palese inadeguatezza di tali strutture nel tutelare la dignità e i diritti fondamentali dei migranti trattenuti. Un’inadeguatezza correlata agli scopi, alle modalità di funzionamento e alle caratteristiche strutturali dei CIE, che richiamano quelle di centri di internamento del tutto inadatti a garantire una permanenza dignitosa agli immigrati.
Fonte: Comitato per i Diritti Umani
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